a. fras. REVOCA delle autorizzazioni appena date dal dipartimento Energia a nuovi impianti eolici, e stop assoluto alla realizzazione di strutture che producono energia da fonti rinnovabili di questo tipo. Ad annunciare la firma di un decreto ad hoc è il governatore Rosario Crocetta, che nel mirino mette il dirigente generale Maurizio Pirillo: «Questa volta ha sbagliato», dice. «Io sono stato sempre contro l'eolico, non accetto lezioni su questi temi», aggiunge riferendosi alla mozione all'Ars presentata dal Partito democratico: «La scorso 20 settembre, nei locali dell'assessorato all'Energia si è tenuta una conferenza di servizio per esaminare la richiesta di produzione di 30 megawatt nei Comuni di Castellana Sicula e Petralia Sottana, ed è stato dato parere positivo per 27 megawatt», hanno denunciato i democratici Antonello Cracolici e Baldo Gucciardi. Nello scontro feroce tra il Pd e il governo, il tema dell'eolico è stato usato come una clava, specie dopo l'approvazione del calendario di conferenze dei servizi da parte dell'assessorato all'Energia guidato da Nicolò Marino, che di fatto ha riaperto l'esame delle pratiche per ben 64 nuovi impianti eolici paria 3.285 Mw di energia a fronte degli attuali 1.746 Mw esistenti. L'assessore Marino ha precisato che si tratta di «atti dovuti», visto che la mancata apertura delle pratiche rischia di causare un contenzioso da parte delle aziende private contro la Regione pari a oltre 700 milioni di euro. Ma il via libera dato all'impianto di Castellana Sicula e Petralia Sottana, in una conferenza dei servizi convocata al di fuori del calendario già stilato, ha fatto andare su tutte le furie il Pd e anche il governatore, ieri intervenuto a gamba tesa. Ai suoi collaboratori ha confidato tutto il suo malumore per la gestione di questa vicenda: «Io non c'entro nulla con queste autorizzazioni, ha sbagliato il dirigente Pirillo a non avvisare il governo di quanto stava accadendo - ha detto - e non è la prima volta che questo burocrate causa problemi. Sul patto dei sindaci è stato molto lento, e sulla vicenda dell'eolico doveva informare la giunta. Se l'assessore Marino vorrà tenerselo nel dipartimento lo farà prendendosi tutta la responsabilità del caso». Insomma, Crocetta è pronto ad avviare un nuovo cambio all'Energia. Il tema dell'eolico, d'altronde, era stato sollevato proprio da quel Pd adesso ai ferri corti con il governo. La partita è milionaria. Ma la decisione di Crocetta d'intervenire su quanto accaduto lo scorso 20 settembre non sembra soddisfare i democratici: «Ad autorizzare impianti di Castellana Sicula sono stati anche gli uffici del dipartimento Ambientee della Soprintendenza di Palermo - dice Cracolici - il problemaè che Crocetta deve rispondere nel merito e manca un indirizzo chiaro del governo agli uffici». Tra i dirigenti che hanno dato parere favorevole c'è, ad esempio, anche l'ex deputato Mario Parlavecchio, dirigente dell'Ambiente. A far temere «una nuova infornata d'impianti eolici», è comunque l'elevato numero di domande calendarizzate. Ben 64, e tra queste c'è anche quella del re dell'eolico, Salvatore Moncada. Le pressioni dall'esterno sono forti, e le minacce di contenziosi per oltre 700 milioni di euro dimostrano che la partita è importante: anche perché la Regione non ha ancora un piano energetico e non ha definito le aree nelle quali si può o meno lasciare spazia nuovi impianti di questo tipo. Ma c'è di più: le conferenze dei servizi, in questo quadro normativo datato, valutano i singoli impianti, senza vedere se nelle vicinanze insistono già altre strutture di questo tipo. Di certo c'è che Crocetta non ha gradito la gestione di questo caso da parte del dipartimento Energia, ma anche dell'assessore Marino. I due hanno già avuto in passato vedute diverse su temi delicati, come quello delle discariche (con Marino che ha attaccato Confindustria, difesa invece da Crocetta), e sulla creazione delle Srr (per l'assessore vanno costituire, per il governatore si dovrebbe attendere la riforma delle Province). «I due trovano sempre una soluzione insieme, senza rotture definitive», assicura chi li conosce bene. Accadrà anche questa volta?