«Dieci figurette sono in condizioni di recuperabilità abbastanza immediata o comunque con tratti di semplicità nel recupero. Altre sono un po' più frantumate». La soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, Cristina Acidini, in costante contatto con la restauratrice, ha spiegato così le condizioni delle 12 preziose statuette che erano custodite in una vetrina nel Museo delle Porcellane di Firenze, all'interno del Giardino di Boboli, danneggiate inavvertitamente da un visitatore che ha urtato la vetrina in cui erano custodite. Il protagonista dell'episodio è un imprenditore agricolo di 64 anni, di Pisa, la cui stazza ingombrante ha influito sull'incidente involontario. Il lavoro di restauro è complesso. «Si tratta ha aggiunto la soprintendente di ricondurre ogni frammento all'appartenenza di una figura o di un'altra e poi ricomporla. Sono tecniche ben note e sperimentate perché la porcellana nel tempo ha subito sempre dei danni. Rispetto alla prima verifica, comunque, i danni sono più contenuti di quel che pensavamo, ci vorrà un po' di tempo». Nei confronti del visitatore non si è ancora deciso come e se procedere. «Valuteremo anche con gli organi competenti, con i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio che sono sempre al nostro fianco, che hanno proprio sede a Boboli e quindi sono accorsi immediatamente. Dovremo valutare anche la condizione dell'involontario danneggiatore, se ha una copertura assicurativa oppure no. È del tutto chiara, e io ho visionato anche le riprese dell'incidente, la non volontarietà e neppure un comportamento improprio, nessun desiderio di fare qualcosa di male. È stata una sbadataggine paragonabile a quella di uno che salendo in macchina nel parcheggio fa marcia indietro e colpisce un'altra auto. Lui è arretrato con una mossa molto decisa che ha causato, prendendo di spigolo la vetrina, uno scossone. E questo ha provocato il crollo delle figure di porcellana. Una circostanza sfortunata perché le vetrine sono anche molto pesanti».