DOPO vent'anni di attese e speranze troppo spesso disilluse, entro Natale il Lagaccio potrà riappropriarsi della caserma Gavoglio. E' l'operazione di punta di un lungo elenco di passaggi di beni demaniali al Comune, avviato con una delibera varata ieri, su proposta del vicesindaco Stefano Bernini e dell'assessore al Bilancio Franco Miceli (nella foto sotto). Insieme alla Gavoglio ci sono diverse strade, terreni, l'ex ospedale militare di Sturla, le mura di Malapaga, le torri militari lungo il sistema dei forti, l'istituto idrografico della Marina e tanti altri immobili ancora, in parte da definire. «Tutto nasce dal "Decreto dal fare" che ha aperto una nuova pagina del federalismo spiega l'assessore Miceli - il provvedimento ha stabilito infatti la possibilità di trasferire a titolo gratuito un lungo elenco di beni demaniali ai comuni. Questi ultimi, da parte loro, entro il 30 novembre devono presentare all'Agenzia del Demanio l'elenco dei beni che vogliono avere trasferiti sulla base di un'istruttoria tecnica sulle condizioni dei beni stessi e l'utilizzo che se ne vuol fare». La delibera varata dalla giunta di Palazzo Tursi dà così il via libera all'individuazione di questi beni e l'elenco dovrà essere pronto entro il 30 novembre, ma nel frattempo per alcuni l'istruttoria è già completata. Vale innanzi tutto per la caserma del Lagaccio, una caserma dal Dopoguerra intitolata alla memoria del sottotenente degli Alpini Carlo Gavoglio, dismessa dall'Esercito negli anni Novanta e da allora mai più utilizzata. E' da quei tempi che se ne parla come di un bene da acquisire, innanzi tutto per allargare la strada per migliorare la difficilissima viabilità del quartiere, ma anche realizzare parcheggi per le auto, in modo da liberare gli spazi dell'oratorio e restituirli alla loro naturale funzione di campo da calcio. Per questa operazione le pratiche sono praticamente già completate ed è probabile che il passaggio di proprietà possa essere perfezionato già entro Natale. Il trasferimento tra l'altro è diventato urgente in seguito alla frana di via Ventotene, ma la caserma Gavoglio potrà essere utilizzata anche per altro, visto le grandi dimensioni dell'immobile. «Si potranno anche realizzare spazi verdi- spiega il vicesindaco Bernini - una parte degli edifici sono tutelati dalla Soprintendenza, ma gli altri possono essere demoliti, nella parte bassa ad esempio si può pensare di realizzare una piazza per il quartiere che oggi ne è priva». Nell'elenco ci sono poi anche terreni, gallerie e strade che sono confinanti con beni già di proprietà del Comune. «Questo provvedimento è utile per una grande operazione di riordino - dice ancora l'assessore Miceli - ad esempio nel momento che si dovrà intervenire per allargare una strada avendo anche il terreno vicino, l'operazione si potrà fare senza problemi». Nell'elenco dei beni da acquisire ci sono poi anche le gallerie e il complesso della Madonna della Neve o le strade militari come quella di Quezzi. Per gli altri immobili l'elenco definitivo verrà redatto comunque nelle prossime settimane, in modo da presentare le richieste ufficiali all'Agenzia del Demanio entro il termine fissato del 30 novembre. A quel punto l'Agenzia avrà sessanta giorni di tempo per valutare le richieste presentate e dare una risposta, perfezionando il trasferimento di proprietà, sempre rigorosamente a titolo gratuito. Se invece la risposta dovesse essere negativa, il Comune di Genova avrà altri 20 giorni per fare ricorso. La delibera varata ieri mattina dalla giunta di Tursi andrà invece all'esame del consiglio comunale entro la prossima settimana e subito dopo partirà la pratica per la Gavoglio, che è già pronta. La speranza è che la risposta, ovviamente positiva, arrivi entro breve. «Potrebbe essere un bel regalo di Natale», è il commento del vicesindaco Bernini.