Entro 12 giorni il piano. E' candidata a ospitare Palma il Vecchio per l'Expo «E ora l'auspicio è che questi luoghi possano accogliere spazi destinati alla cultura». Era il 1966. Giulio Andreotti, allora ministro, consegnava al Comune di Bergamo le chiavi del complesso di Sant'Agostino, lanciando il suo appello. È passato quasi mezzo secolo e quei propositi sono rispettati solo in parte. L'ex monastero ancora oggi è in attesa di una svolta definitiva. Una svolta che deve arrivare entro il 2015, in una corsa contro il tempo che avrebbe, però, il più fulgido dei traguardi: la chiesa da anni sprangata è infatti sede designata dell'evento artistico chiave di Bergamo in vista dell'Expo, ossia la mostra internazionale dedicata a Palma il Vecchio che potrebbe aprire nella primavera 2015. Un inedito assoluto, che potrebbe richiamare oltre 200 mila visitatori e darebbe lustro alla ex chiesa beneficiando a sua volta di una cornice suggestiva. Oggi, però, i restauri sono tutti da compiere. Il tempo stringe più di quanto si immagini: la scadenza da rispettare perché non vada a gambe all'aria la tabella di marcia che chiude i lavori a fine 2014 è l'8 ottobre di quest'anno. Fra 12 giorni, infatti, il Consiglio di amministrazione dell'Università deve avallare un progetto su cui ancora in queste ore è al lavoro il Comune. L'Università finanzia il restauro della ex chiesa con 2,7 milioni di euro. I fondi, congruo anticipo degli affitti perché nell'ex monastero di proprietà comunale ha sede il polo umanistico, sono già accantonati. Una garanzia non da poco, in tempi di strette di bilancio e opere pubbliche senza copertura. Ebbene, il timore di un ritardo, con conseguente effetto domino, filtra. Ma è il sindaco Franco Tentorio a rassicurare: «Non ci sono problemi. I tempi saranno rispettati». Un passo indietro. Palafrizzoni negli anni scorsi aveva ipotizzato il restauro dell'intero comparto, con oltre 6 milioni di euro, e in particolare della ex chiesa. Il monumento però è delicatissimo, come ha dimostrato il ritrovamento di decine di sepolture risalenti al XV secolo quando si tentò per la prima volta di realizzare gli impianti di climatizzazione. Poi ci si era messa anche la crisi economica: visti i problemi di bilancio, il Comune ha dovuto deviare risorse su altre opere. Ed è stato impasse, fino al novembre scorso: Università e amministrazione si sono accordati, la prima si è impegnata ad accantonare 2,7 milioni perché Palafrizzoni prosegua il percorso avviato e in Sant'Agostino crei un'aula magna climatizzata da 600 posti, più uno spazio espositivo. In questo modo l'utilità si unisce alla restituzione alla città di uno dei suoi monumenti storici più preziosi. Ora il tasto delicato sono, appunto, i tempi. Nella convenzione firmata nel novembre scorso - e appena modificata, perché i vincoli del patto di stabilità impediscono al Comune di comperare gli arredi e l'Università ha accettato di farsene carico - la chiusura dell'opera era stimata a metà 2014, con avvio delle procedure a metà 2013 e 7-8 mesi di cantiere. In realtà il progetto esecutivo oggi non c'è ancora. Il Cda è stato posticipato da settembre a ottobre per permettere ai tecnici di concludere il lavoro, ma la trepidazione è palpabile. Il 2015, con la grande mostra e l'Expo, sono dietro l'angolo. E la posta in gioco è alta.
BERGAMO-Sant'Agostino, corsa al salvataggio
Il complesso di Sant'Agostino a Bergamo è in attesa di un restauro definitivo. L'ex monastero è stato candidato a ospitare la mostra Palma il Vecchio per l'Expo E, ma i restauri sono ancora da compiere. Il Comune di Bergamo ha accantonato 2,7 milioni di euro per il restauro, finanziato dall'Università. Il progetto esecutivo è ancora in fase di elaborazione e la scadenza per la chiusura dei lavori è l'8 ottobre. Il sindaco Franco Tentorio rassicura che i tempi saranno rispettati, ma il timore di un ritardo è palpabile. La mostra Palma il Vecchio potrebbe aprire nella primavera del 2015 e richiamare oltre 200 mila visitatori.
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