IL DECRETO 'Valore cultura' appena approvato al Senato e ora in procinto di essere esaminato alla Camera per la definitiva conversione in legge rappresenta una novità positiva. Seppure con alcuni limiti dettati dalla contingenza economica e temporale, il provvedimento ha il merito di andare in profondità su alcuni problemi da anni rimasti irrisolti, come la valorizzazione di Pompei, la defiscalizzazione degli investimenti in cultura, la formazione dei giovani, la crisi degli enti lirici. É naturale perciò che Firenze considerata una delle capitali culturali del mondo sia stata tra le realtà più interessate dalle nuove misure, soprattutto da un punto di vista economico. Oltre al rilevante contributo di 8 milioni di al progetto dei 'Grandi Uffizi' il gioco di squadra istituzionale ha portato altri due significativi risultati: il Forum Mondiale UNESCO per la cultura e le industrie culturali nel 2014 e il riconoscimento giuridico del Festival del Maggio Musicale. Nel primo caso si apre per Firenze la straordinaria opportunità di presentarsi come laboratorio mondiale di sperimentazione di nuovi modelli, pubblici e privati, per innovare il campo della valorizzazione e promozione dei beni culturali, dall'informatica al marketing, dal digitale alla comunicazione. Il Forum rafforzerà altresì un panorama armonico di eventi giá presenti sul territorio, come Florens o la Biennale di arte. Nel secondo caso, il Maggio Fiorentino, accanto all'Arena di Verona, potrá vedersi riconoscere per la prima volta un contributo annuale aggiuntivo per la specificitá della presenza del festival, un valore aggiunto culturale e turistico della produzione ordinaria del Teatro. Chi bolla questo decreto come un 'favore' politico del Governo a Matteo Renzi offende in realtà la storia di Firenze, patrimonio mondiale dell'umanitá. Gli Uffizi e il Maggio Musicale non sono del Sindaco o dei parlamentari fiorentini che pure si sono adoperati per il provvedimento, ma di tutti i cittadini del mondo. L'autore è deputato Pd