UN MANAGER pubblico per gli Scavi e la separazione delle due soprintendenze di Napoli e Pompei. Sa di dejà vu quanto previsto dal decreto "Valore Cultura" per il sito archeologico: le due soprintendenze erano già separate e furono riunite, ora tornano a dividersi. L'idea del manager nacque negli anni '90 con Giuseppe Gherpelli e tramontò con l'era dei commissari, che ne presero il posto. E ora si riprova a dare un modello gestionale alle antiche pietre. Cambia da "Grande Progetto Pompei" a "Progetto Pompei" il nome della speranza per il futuro del sito. Il piano, che conta su consistenti fondi europei, fino a ieri gestito dalla soprintendente di Napoli e Pompei Teresa Elena Cinquantaquattro, passa in mano a un pubblico amministratore. Nomi per il Dg ancora non ne spuntano all'orizzonte. Sembra tramontata la candidatura del giurista ed ex direttore dei beni culturali del Molise Gino Famiglietti. Quel che è certo è che il primo colpo alle soprintendenze viene dato da questo decreto "Valore Cultura", che al massimo avrà qualche limatura in seconda lettura alla Camera. Un decreto messo a punto dal ministro dei Beni culturali e del Turismo Massimo Bray, varato dal consiglio dei ministri il 2 agosto scorso che da allora ha già subito qualche ritocco, e che dovrà essere convertito in legge entro l'8 ottobre dopo le modifiche apportate da Palazzo Madama. Il direttore generale dovrà gestire e coordinare gli interventi e gli appalti fuori e dentro il sito archeologico. Manager che, come indicato da un emendamento, dovrà necessariamente arrivare dalla pubblica amministrazione, e che avrà il compito di definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese. Il nuovo Dg sarà l'amministratore unico del nuovo organismo "Progetto Pompei" e dovrà definire i tempi di realizzazione degli interventi potendo ricevere donazioni ed erogazioni liberali. Il direttore avrà il supporto di tecnici provenienti dall'amministrazione statale (massimo 20 persone) e di 5 esperti in materia giuridica, economica, architettonica, urbanistica e infrastrutturale. Il Dg del "Progetto Pompei" guiderà l'Unità Progetto che lavorerà di concerto con la Soprintendenza speciale di Pompei, mentre la Reggia di Caserta confluirà nel Polo museale di Napoli. Lo stesso decreto sancisce la separazione della soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia dal Polo museale di Napoli e Caserta, dove nascerà la nuova Soprintendenza per i beni archeologici.