Il dossier Pubblicato il rapporto di Federculture. Botteghini deserti, crescono solo gli ingressi di favore LE FAMIGLIE siciliane spendono poco per la cultura. Sicuramente meno della media italiana: il 5,8 per cento della spesa totale, contro il 7,3 per cento del dato nazionale. Il Rapporto annuale Federculture 2013 delinea un quadro generale di crisi all'interno del quale l'Isola si allinea verso il basso. Il report "Una strategia per la Cultura. Una strategia per il Paese" è stato presentato ieri alla Galleria d'arte moderna dal presidente di Federculture Roberto Grossi, che sottolinea: «La cultura, che aveva dimostrato una certa resistenza alla crisi, mostra adesso un cedimento. Ma occorre ripartire da questo tessuto culturale non adeguatamente valorizzato ». Il calo di spesa è ancora più evidente se si analizzano le singole voci per le attività di spettacolo in Sicilia nel 2012, che diminuiscono del 10 per cento per i concerti, del 20 per cento per il cinema, del 34 per cento per lo sport e del 44 per cento per le mostre. Nel quadro generale di riduzioni di consumi, appaiono in difficoltà anche i siti culturali statali nei quali nel 2012 sono entrati 4 milioni di visitatori in meno rispetto al 2011 e, in linea con quanto succede nei siti nel resto della penisola, in Sicilia nell'ultimo anno sono diminuiti i visitatori di musei e aree archeologiche: meno 3,2 per cento, mentre gli introiti diminuiscono del 6,3 per cento. Diminuzione nette per i visitatori paganti che crollano del 9,2 per cento, mentre gli ingressi gratuiti aumentano del 4 per cento. Osservando i dati nel dettaglio, i beni culturali siciliani nel 2012 vedono una diminuzione degli incasa cassi del 14 per cento su Palermo, dell'8,2 per cento su Siracusa e un calo dell'11 per cento su Messina. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando parla di «netta inversione di tendenza» della nuova amministrazione: rispetto al 2011 la spesa per la cultura è già raddoppiata. Si registra, in netta controtendenza, una crescita del 4,3 per cento a Catania e soprattutto del 30,4 per cento a Enna. Un dato, quello di Enna, evidentemente condizionato dalla presenza della statua della Dea di Morgantina. La Sicilia, poi, conta ben 111 siti culturali, tra musei e aree archeologiche, detiene il 26,4 per cento del patrimonio culturale nazionale, ma attrae solo il 9,2 per cento dei visitatori di questi beni e incassa il 10,6 per cento degli introiti totali nazionali. Fanalino di coda emblematico è il Museo Civico di Polizzi Generosa con 1.023 visitatori annui, di cui 159 paganti, che in un anno ha incassato 280 euro. La crisi negli ultimi anni ha inferto colpi alla riduzione dell'investimento statale per la cultura: agli enti locali sono arrivati 400 milioni di euro in meno. In questo contesto, il Comune di Palermo qui i dati si riferiscono al 2011 si colloca decisamente al di sotto della media nazionale con una spesa nel settore culturale pari all'1,65 per cento del bilancio totale: la spesa annuale per ogni cittadino è di 20 euro ad abitante, uno dei valori più bassi tra quelli delle maggiori città d'arte del Paese. E dire che la Sicilia nel 2012 è stata una delle regioni in cui il turismo è cresciuto di più, con un aumento degli arrivi di stranieri del 7,4 per cento, ovvero 1,7 milioni di potenziali visitatori del nostro patrimonio.
SICILIA - I siciliani non spendono per la cultura e nei musei dell'Isola si va solo gratis
Il rapporto Federculture 2013 mostra che la Sicilia ha una spesa per la cultura inferiore alla media italiana. Il 5,8% della spesa totale è destinato alla cultura, contro il 7,3% del dato nazionale. I siti culturali statali in Sicilia hanno visto una diminuzione dei visitatori di 3,2% e degli introiti di 6,3% nel 2012. La Sicilia conta 111 siti culturali, detiene il 26,4% del patrimonio culturale nazionale, ma attrae solo il 9,2% dei visitatori di questi beni. La crisi ha inferto colpi alla riduzione dell'investimento statale per la cultura, con gli enti locali che hanno ricevuto 400 milioni di euro in meno.
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