Palermo. Il problema dell'eolico è in parte politico e in parte tecnico. Ma è soprattuto politico posto che mancano norme specifiche che consentano alla Regione di operare ai fini delle autorizzazioni. È politico perché fa parte della guerra Pd-governo. Degli aspetti tecnici sfiorando anche quelli politici hanno parlato in conferenza stampa, con dovizia di particolari, l'assessore all'Energia, Marino, e il direttore generale Maurizio Pirillo. In buona sintesi, a causa di deficienze normative e in conseguenza di una delibera di giunta del precedente governo Lombardo, chiamata in giudizio dalle imprese che non hanno avuto l'autorizzazione, in sede di magistratura amministrativa la Regione ha perso tutte le cause e chiamata a risarcire i danni richiesti dalle parti, già pagati per un milione e 200 mila euro, più 750 milioni di spese legali. E ancora sono in corso altri procedimenti che la Regione sarà condannata a perdere. Il punto di fondo è che in mancanza di norme adeguate, la Regione può intervenire solo con atti amministrativi laddove ha competenza specifica, cioè solo per motivi paesaggististici. Dunque, come afferma l'assessore Marino, il governo è contrario agli impianti eolici, ma per agire ha bisogno di norme specifihe. In proposito cita il ddl approvato dalla giunta nel luglio scorso: depositato presso la competente commissione dell'Ars, «ancora non decolla». Ma in sede politica si continua a litigare. Crocetta, di fronte alle accuse del Pd secondo cui non sarebbe contrario all'eolico, ribatte: «Il governo regionale è totalmente contrario all'eolico. Sono stato il primo in Sicilia, da sindaco, ad avere sollevato il problema insieme all'onorevole Sgarbi quando era sindaco di Salemi». Ricorda appunto il ddl del suo governo presentato nel luglio scorso per impedire nuove istallazioni eoliche. Ed aggiunge, «tra l'altro è già stato disposto un piano sull'eolico che non consentirà più decisioni sciagurate come quella di Petrosino. Il governo, sulla questione, ha aperto un'inchiesta e compirà tutti gli atti necessari per impedire un nuovo scempio, non escludendo neppure la proposta di un referendum popolare». Crocetta rileva che con questo suo intervento ha voluto fare chiarezza «e per dire che non c'è alcun contrasto tra la posizione del Pd e del governo». Ma non è dello stesso parere Antonello Cracolici: «Ho letto le dichiarazioni del presidente Crocetta il quale, a seguito della presa di posizione del gruppo Pd, dice di essere contrario a nuovi impianti eolici. Ma come mai allora, appena venerdì scorso, 20 settembre, nei locali dell'assessorato all'Energia si è tenuta una conferenza di servizio per esaminare la richiesta di produzione di 30 megawatt nei comuni di Castellana Sicula e Petralia Sottana, e gli assessorati Territorio e Ambiente, Beni culturali ed Energia hanno dato il via libera ad impianti per 27 megawatt? Perché Crocetta, al di là delle affermazioni di principio, non risponde a questa domanda? ». Cracolici è promotore della mozione presentata dal Pd con la quale si chiede al governo d'impedire qualunque nuova autorizzazione d'impianti eolici in Sicilia. 26092013