Sabato alle 19 si presenta il maxi progetto di illuminazione degli scavi: 800mila euro in totale, 300mila in questa tranche ROSELLE Il parco archeologico di Roselle esce dal buio: sabato alle 19 verrà presentata la nuova illuminazione del parco archeoloigico. Un grosso progetto cullato e preparato da anni, e che vede la luce grazie all'impegno della Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana grazie a fondi Arcus. Un successo quasi miracoloso, in tempi di crisi e di beni archeologici al collasso ovunque in Italia. Tanto più che gli stessi scavi rosellani, da anni, soffrono per la mancanza di fondi destinati al settore. Il progetto nasce grazie all'architetto Roberto Mantovani e all'ingegner Roberto Giberti, progettisti esterni alla Soprintendenza. I lavori, finanziati da Arcus spa e realizzati dalle ditte Tiziano Mancini di Incisa Valdarno (Firenze), ed EmCostruzioni di Pontassieve (sempre nel Fiorentino), sono guidati da Lucrezia Coniglio - direttore dei lavori ed esperto architetto della Soprintendenza fiorentina per i Beni archeologici della Toscana. Il tutto in collaborazione con i geometri Aleandro Della Nave e Tiziano Bandinelli (ancora della Soprintendenza). A coordinare le operazioni e il progetto è la dottoressa Gabriella Poggesi della medesima Soprintendenza, responsabile della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico di Roselle, e alla quale si deve gran parte dell'impegno e degli sforzi per arrivare fino a qui. Un cammino tortuoso e lungo, naturalmente aggrappato ai tempi non facili della burocrazia. Dall'ex direttore dei lavori, Mario Cygielman, partì la richiesta dei fondi. Successivamente, con la direzione della Poggesi la richiesta si è concretizzata e trasformata in disponibilità e in progetti specifici, in gare e in tutto il resto. La cosa insomma ha preso compiutamente forma, diventando ben definita a partire dal 2011; poi finalmente sono arrivati i soldi. Grazie alla società Arcus. «Il progetto complessivo ammonta a 800mila euro - dice l'architetto Poggesi - La parte attuale, quella che verrà presentata sabato, a 300mila euro». Si tratta del primo step, della prima tranche di un percorso più ampio e complesso, che da qui in poi continuerà su più fronti. Il progetto riguarda nel complesso il restauro della cinta muraria, di cui l'illuminazione è solo una parte (importantissima). Il punto in cui siamo è comunque molto buono. «Per ora abbiamo illuminato il percorso per il pubblico - prosegue Poggesi - partendo dal corpo di guardia attuale lungo la strada basolata d'età romana che accompagna i visitatori verso il cuore degli scavi», con la sua fontana di travertino e le sue botteghe, fino all'area del Foro, con la Basilica e i circostanti edifici pubblici e privati di età romana, e alle strutture etrusche di età orientalizzante e arcaica (7-6 secolo ac) visibili sotto al livello della piazza. «L'illuminazione interessa anche la strada di accesso all'anfiteatro, da cui si possono apprezzare i complessi che si estendono sul lato settentrionale, in particolare la Basilica dei Bassi con le riproduzioni delle sculture marmoree». Un progetto importante, che restituisce una parte di luce a uno dei complessi archeologici più importanti d'Italia. Info www.archeotoscana.beniculturali.it.