Se Garbatella, Ostiense e Valco San Paolo svelassero tutta un'altra storia antica inedita, fatta di residenze imperiali, scali portuali per attività commerciali, ville con magazzini, centri di estrazione di tufo e pozzolana. Fino ad oggi è stata tramandata l'immagine di un territorio suburbano desolato o confinato alla sola funzione funeraria, come sede di necropoli e sepolcri. «In realtà l'area si è rivelata anticamente caratterizzata da una straordinaria e affascinante vitalità, per certi aspetti inaspettata, dall'età arcaica, a quella repubblicana, imperiale e tardo antica», racconta la studiosa Barbara Roggio che ieri ha presentato per la prima volta il risultato delle sue ricerche al Museo Etrusco di Villa Giulia insieme alla Soprintendente per l'Etruria meridionale Alfonsina Russo Tagliente. Basta qualche esempio. LE SCOPERTE L'Ostiense potrebbe risolvere uno dei «cold case» dell'archeologia come gli «Horti Serviliani», la prestigiosa residenza di Servilia Cepione, amante di Giulio Cesare e madre del «cesaricida» Bruto. Finora la maggior parte degli archeologi li collocava nell'area del Vaticano, ma la Roggio avanza l'ipotesi che la villa potesse estendersi lì dove oggi spicca Eataly all'Air Terminal Ostiense. Anche la Garbatella vanta residenze prestigiose, come la villa di Cassio Longino, console del I secolo d.C. «patrono della città di Arles», i cui resti potrebbero essere identificati tra via Libetta e piazza Pantero Pantera sulla scia del ritrovamento di un'epigrafe onoraria. E a via Alessandro Cialdi spiccano cave di pozzolana. Una vicinanza al Tevere non casuale, reinterpretata completamente dallo studio: «Lungo tutta l'ansa del fiume, da San Paolo a viale Marconi, sono stati rinvenuti resti di banchine - dice la Roggio - piccoli approdi che potevano essere funzionali al trasporto delle risorse del territorio, proprio come il tufo e la pozzolana, materiali primari per la costruzione». LE CARTOGRAFIE C'è voluto un complesso studio per ricostruire una mappa delle trasformazioni dei quartieri nei secoli. Barbara Roggio ha messo insieme per la prima volta dati archeologici, in parte inediti, frutto degli ultimi dieci anni di scavi, con fonti storiche e cartografiche d'archivio, dal 1400 ad oggi. Il tutto inserito in un sistema Gis (geographic Information systema) appositamente predisposto. «La possibilità di sovrapporre layers diversi è stata di grande aiuto nell'identificazione di siti noti per ora solo dalle fonti classiche o epigrafiche e ancora poco conosciuti», riflette la Roggio. Non da ultimo, la studiosa ha fatto una ricognizione nei quartieri, alla ricerca di indizi archeologici ancora visibili, ma non identificati, inglobati tra case, piazze, bar e parcheggi. «Gli antichi cartografi descrivono rovine che oggi non sono più visibili, o sopravvissute solo in parte, per la massiccia operazione di urbanizzazione avviata dopo il 1870 quando all'area venne riconosciuta una destinazione operaia e industriale», avverte la Roggio. Un lavoro certosino pubblicato nel volume «Archeologia e Gis: uno studio diacronico delle trasformazioni dell'area Ostiense di Roma» (Universitalia Editrice). La caccia agli indizi ha portato a ipotesi eclatanti. Nell'area dell'Air Terminal Ostiense i frammenti individuati (ambienti con nicchie) ricostruiscono un complesso monumentale che ha origine in età repubblicana e ampliato nel II secolo d.C. «Potrebbe trattarsi degli Horti Serviliani». La suggestione è forte. «Il sito venne occupato la prima volta dai Corneli, un ramo degli Scipiones - dice la Roggio - cui apparteneva la moglie di Cesare, Cornelia Cinnilla, e che porterà in dote a Cesare al momento delle nozze. Rimasto vedovo, Cesare lo dona a Servilia». Ma la storia si scopre anche passeggiando. A via delle Sette Chiese spiccano colombari all'interno di un bar. A Piazza Biffi, un ponticello evoca zone un tempo attraversate da rivi. A piazzale Ostiense, la base di una colonna forse appartiene ad un complesso termale. A viale Marco Polo si scorge la grande cisterna di una residenza.
Sotto l'Air Terminal spunta la villa romana svelata una zona ricca di residenze imperiali
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La studiosa Barbara Roggio ha presentato i risultati delle sue ricerche sull'area di Ostiense a Roma, scoprendo che il territorio era anticamente caratterizzato da una straordinaria vitalità. La Roggio ha analizzato dati archeologici, fonti storiche e cartografiche per ricostruire la mappa delle trasformazioni dei quartieri nei secoli. Ha individuato siti noti per ora solo dalle fonti classiche o epigrafiche e ancora poco conosciuti, come la villa di Cassio Longino, console del I secolo d.C. e patrono della città di Arles. La Roggio ha anche scoperto resti di banchine lungo l'ansa del Tevere, che potevano essere funzionali al trasporto delle risorse del territorio.
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Bene culturale
Luogo