Le navi sono sicure, inquinano meno delle gondole e fanno Venezia più bella che mai. Giurin giurello di Cruise Venice, il comitato pro grandi navi che lotta contro le vergognose campagne d'attacco ai giganti della laguna. Sul sito cruisevenice.org "gli esperti" del comitato si presentano orgogliosi, lodando le virtù delle "navi bianche": dal presidente dell'Associazione Veneziana Albergatori a quello dell'Aepe (negozianti e ristoratori) per finire ai gestori del Venezia Terminal (l'attracco delle crociere) è tutto un rassicurare e auspicare lunga vita al flusso d'acciaio. Certo, non tutti i ragionamenti brillano nella foga degli osanna. L'esperto Ciro Romano, Comandante della Corporazione Piloti Estuario Veneto, si tuffa a bomba: "Qualsiasi tipo di allarme é ingiustificato . In laguna non ci sono rocce, solo fango, una situazione del tutto tranquilla che in caso di un eventuale incidente non causa danni allo scafo". Roba che agli ottimisti del Titanic gli fa un baffo. Per non dire dell'esperto Filippo Olivetti, amministratore delegato del Bassani Group (colosso dei trasporti marittimi e agenzie viaggi): "Oltre mezzo milione di passeggeri decide di soggiornare a Venezia almeno una notte prima dell'inizio o dopo il termine della crociera, pernottando in uno degli alberghi del centro storico. Non si tratta quindi di un turismo cosiddetto mordi e fuggi". Impariamo bene: dormire una notte a Venezia non è un mordi e fuggi. Lo sforzo più eroico del comitato è stanare i pericolosi delinquenti che s'aggirano tra i campielli fotografando le strusciate dei mostri e s'azzardano a farle circolare. Come Roberto Ferrucci, lo scrittore che il 22 luglio scattò l'immagine di un bestione Carnival pericolosamente vicino ai Sette Martiri. "Un ridicolo imbroglio, un falso visivo, una manipolazione: un'operazione combinata tra lui e l'assessore Bettin" ha tuonato il legale di Cruise Venice annunciando di aver sporto denuncia presso la Procura di Venezia per tre gravissimi reati: procurato allarme, simulazione di reato e attentato alla sicurezza dei trasporti. Per la cronaca, l'esposto è contro anonimi, non cita Ferrucci né Bettin. Ferrucci però è stato querelato per aver messo in piedi una terribile macchinazione. Solo grazie alla sua foto giramondo, e al dettaglio che ad ammirare la manovra ci fosse pure l'orgoglioso boss della Carnival col suo mega yacht, s'è scatenato il pandemonio. Il comitato, pur di fare giustizia, ha ingaggiato un investigatore privato. Che ha segnalato: il Ferrucci bazzicava il caffè da giorni, perché? Il fatto che lo scrittore frequenti da circa dieci anni Il Melograno, e che abbia dedicato un intero capitolo di un suo romanzo al passaggio ravvicinato delle navi, è sfuggito al segugio. Ma la lotta contro i nemici del progresso, e della vera bellezza di Venezia, continua senza paura.