Le grandi navi da crociera hanno invaso ieri la Laguna di Venezia, accolte dalla protesta dei cittadini del comitato "No Grandi Navi", che si sono anche tuffati in acqua per ritardarne il passaggio Nel box: Il decreto c'è. Ma non serve (ancora) a nulla Nella giornata del più alto numero di navi da crociera a Venezia, il comitato No Grandi Navi chiede al governo l'immediata applicazione per il bacino di San Marco del decreto Clini-Passera, che stabilisce il divieto di transito per i colossi oltre le 40 mila tonnellate di stazza lorda. Il decreto "anti inchini", nato sulla scorta della tragedia del Giglio stabilisce su Venezia che "è vietato il transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda". Perché è quindi inapplicato? Perché, è spiegato più in basso, "il divieto si applica a partire dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative a quelle vietate, come individuate dall'Autorità marittima con proprio provvedimento". Quindi se l'Autorità marittima non stende un piano (non c'è alcuna data nel decreto entro cui questo debba essere disegnato), le navi che superano le 40 mila tonnellate possono tranquillamente passare in laguna. A valle delle "vie di navigazione praticabili alternativi" giacciono infatti diversi progetti assai impattanti per la città. Nel box: Le denunce di Adriano Celentano contro i "bestioni" Se si è tornati a parlare del transito delle grandi navi a Venezia il merito è soprattutto di Adriano Celentano. Il cantautore venerdì ha acquistato una pagina sul Corriere della Sera per tornare a denunciare quello che lui ha chiamato "il funerale delle bellezze", ovvero " l'ignobile sfilata delle 13 navi dentro la Laguna di Venezia". La pagina sul Corriere è però solo l'ennesimo atto di una battaglia che il "molleggiato" combatte da mesi e che ha lanciato dalle colonne de Il Fatto Quotidiano nell'agosto scorso. In quell'articolo Celentano scriveva di "bestioni che stanno distruggendo Venezia". Non si è però limitato ad attaccare le grandi navi, ma ha preso di mira quelli che considera i "responsabili dell'assassinio di Venezia", cioè il presidente dell'Autorità portuale ed ex sindaco Paolo Costa e il governatore leghista della Regione, Luca Zaia. Celentano ha lanciato la sua prima denuncia in occasione del passaggio della Carnival Sunshine che in quei giorni era passata accanto a Riva Sette Martiri. "Il problema vero - ha scritto il cantautore - sono quei sindaci senza vergogna che invece di governare la città hanno scelto di affondarla". Nel box: Marghera, la protesta degli operai licenziati Dalla torcia d'acciaio di 150 metri della zona industriale di Porto Marghera, Venezia si vede bene. Su quella torcia, mercoledì, si sono arrampicati quattro operai della Vinyls, un'azienda chimica fallita la scorsa estate. I lavoratori non vedono una busta paga da gennaio e anche la Cassa integrazione è finita ad aprile. In questi mesi, gli operai sono saliti molte volte sulla torre. Questa volta chiedono lo sblocco della trattativa tra l'Autorità portuale e l'Oleificio Medio Piave, un'azienda che ha promesso di ricollocare i 125 operai. Dalla torcia della Vinyls si vedono le navi da crociera entrare a Venezia. Quei giganti che squarciano il mare dovrebbero fornire, con i gettoni che pagano, il denaro necessario a riqualificare l'area industriale, un tempo il polmone economico di tutta la regione. Invece il loro destino rimane appeso alle tante trattative iniziate ma che sono sempre finite su un binario morto. Da da quella torcia, la Venezia delle grandi navi sembra irraggiungibile.
I GIGANTI DAVANTI SAN MARCO.
Ieri, la Laguna di Venezia è stata invasa dalle grandi navi da crociera, che hanno accolto la protesta dei cittadini del comitato "No Grandi Navi". Il comitato ha chiesto all'amministrazione il passaggio del decreto Clini-Passera, che stabilisce il divieto di transito per le navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda. Tuttavia, il decreto non è stato ancora applicato, poiché non è stato stabilito un piano per le vie di navigazione praticabili alternative. Il comitato ha anche denunciato la presenza delle navi da crociera, che considera "bestioni" e "responsabili dell'assassinio di Venezia".
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