Viterbo. È rimasta chiusa per 2.600 anni. Ma quando gli archeologi dell'Università di Torino e della Soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria meridionale l'hanno aperta, si sono trovati di fronte a qualcosa di eccezionale. Nella necropoli etrusca della Doganaccia a Tarquinia è stata rinvenuta una tomba del VI secolo avanti Cristo, intatta, con all'interno le ossa di un principe - forse c'è anche una seconda deposizione, gli scavi sono in corso - e vari oggetti, alcuni dei quali in oro. La particolarità della scoperta sta nell'unguentario ancora appeso a un chiodo. Cosa talmente rara da indurre la soprintendente Alfonsina Russo a battezzarla «Tomba dell'Aryballos sospeso». «La camera della tomba a tumulo - dice Alessandro Mandolesi, docente di Etruscologia e antichità italiche all'università di Torino - è intatta». 22092013