La morte nel Canal Grande del turista tedesco Joachim Vogel, annegato dopo essere riuscito a salvare la figlioletta di tre anni caduta dalla gondola, ha avuto una enorme eco sulla stampa tedesca che senza tanti giri di parole come fa Der Spiegel con un lungo reportage nel numero in edicola - avanza il sospetto che il turismo sia sfuggito di mano ai veneziani. Il Canal Grande è un luogo caotico dove si incrociano nell'arco di una giornata 425 gondolieri, 200 taxi e dozzine di vaporetti oltre ai natanti privati, alle imbarcazioni di servizio e alle chiatte che riforniscono negozi, ristoranti, alberghi. A Venezia vivono 57.960 persone e il numero dei turisti supera gli 80.000 al giorno. Un'invasione difficile da gestire, una risorsa economica che chi può sfrutta al massimo: Venezia, con 146,85 euro di prezzo medio per notte, è la città italiana con gli alberghi più cari. Più di Roma o Milano. La scrittrice Donna Leon, nata negli Usa, vive alle spalle della chiesetta di San Canciano: "Quando sono arrivata a Venezia, nel 1968, la gente faceva ancora il bagno nei canali", dice con un sospiro. "Oggi la vera tragedia è rappresentata dalle navi da crociera. Quei mostri stanno danneggiando la città e l'ambiente. E, anche se mi dispiace dirlo, stanno tentando di uccidere me e tutti i veneziani". Il fenomeno delle navi da crociera è esploso negli ultimi anni e molti ne attribuiscono la responsabilità all'eminenza grigia di Venezia: il professor Paolo Costa, economista, ministro con il governo Prodi, ex sindaco di Venezia ed ex rettore dell'università Ca' Foscari, parlamentare europeo dal 1999 al 2009 e, dal 2008, presidente dell'Autorità Portuale di Venezia; l'incarico che, secondo Der Spiegel, ha fatto di lui l'uomo più potente della città. Con la gestione Costa, Venezia è diventato il primo porto turistico del Mediterraneo: 1.700.000 visitatori l'anno , 280 milioni di ricavi e 5.000 posti di lavoro più o meno legati all'industria turistica. Chi lo critica sostiene che i danni causati dai "mostri del mare" superano di molto i benefici di cui Costa mena vanto. "Il vero problema è il numero totale dei visitatori", ribatte Costa. Ma non è stato proprio lui a firmare nel 1988 uno studio che giungeva alla conclusione che il numero ideale di turisti era di 7 milioni e mezzo l'anno? Oggi siamo a 30 milioni. Il turismo ha distrutto tutti gli altri settori dell'economia cittadina e buona parte del suo tessuto sociale e culturale. La domanda di molti è: può sopravvivere una città senza una società civile? Per fortuna una società civile esiste ancora, ed è composta dai tutti quelli che amano la città, tutti quelli che - dopo la tragedia della Costa Concordia - temono un "secondo Giglio", stavolta nelle acque laguna. Nessuno finora ha calcolato il danno d'immagine che la faccenda delle grandi navi ha causato a Venezia: la giornata dei record sarà un buon test.
VENEZIA - Benvenuti a Lagunaland la giostra che svende se stessa
Un turista tedesco, Joachim Vogel, è annegato nel Canal Grande di Venezia mentre cercava di salvare la figlia di tre anni caduta dalla gondola. La morte ha sollevato preoccupazioni sulla gestione del turismo nella città. Il Canal Grande è un luogo caotico con molti visitatori, gondolieri, taxi e vaporetti. La città ha 57.960 abitanti e supera gli 80.000 turisti al giorno. Il turismo è una risorsa economica importante, ma anche una fonte di problemi. La scrittrice Donna Leon afferma che le navi da crociera stanno danneggiando la città e l'ambiente.
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