Castelvetrano. Un laboratorio artigianale ancora ben conservato, pavimentato con tegole in terracotta e completo sia di pozzo, peraltro abbastanza profondo e con anelli, sempre in terracotta, dal quale si prelevava l'acqua utile a lavorare l'argilla e sia di attrezzature, tra cui macine, pestelli, mortai e matrici utili alla produzione dei manufatti. Il tutto risalente al V secolo avanti Cristo. E' questa la scoperta più straordinaria, insieme con tre fornaci dell'epoca, venuta alla luce nelle ultime quattro settimane, nel corso della campagna di scavi svolta nel quartiere artigianale che sorge nella valle del Cotone della ex colonia greca di Selinunte, all'interno del parco archeologico e la quale è stata condotta da un team dell'Istituto archeologico germanico di Roma e dell'Università di Bonn guidato dal professore Martin Bentz e di cui hanno fatto parte cinque studenti, due restauratrici e tre collaboratori dell'ateneo tedesco, tra i quali la castelvetranese Linda Adorno. E' il terzo anno che l'équipe diretta dal prof. Bentz effettua scavi al parco archeologico di Selinunte ed è attraverso delle prospezioni geofisiche che è emersa nell'area della valle del cotone, vicino all'omonimo fiume, la presenza di alcune fornaci. Gli scavi hanno confermato la circostanza permettendo, durante l'ultima campagna che si è conclusa giovedì scorso (lo stesso giorno in cui si è tenuto un incontro al Baglio Florio per divulgare la notizia), di trovare e riportare alla luce il quartiere artigianale che veniva utilizzato dai selinuntini per la produzione di laterizi e ceramica. La novità di quest'anno è che è stata trovata una zona più arcaica del quartiere, nel quale vi erano ceramiche dello stesso periodo arcaico e delle terrecotte figurative che venivano realizzate in loco e che hanno un valore votivo, considerata anche la vicinanza con il santuario di Malophoros, che sorge a Ovest dell'Acropoli e che dovrebbe essere stato dedicato a Demetra. Le fornaci, tre, sono una rettangolare e due circolari e una di queste ultime ha un diametro di oltre cinque metri. Quello che è venuto fuori è stato uno spaccato della vita quotidiana dei selinuntini che popolavano la ex colonia greca per i quali l'artigianato, evidentemente, era uno degli assi portanti dell'economia del tempo. Intanto, il Tar, con una ordinanza depositata lo scorso 11 settembre, ha confermato l'aggiudicazione definitiva dell'appalto "Architettura dorica nell'occidente greco: interventi pilota di restauro nei templi C ed E di Selinunte" alla società aggiudicataria che è stata assistita dagli avvocati Carmelo Giurdanella e Carlotta Cannizzo. I lavori, pertanto, adesso, potranno essere avviati. Margherita Leggio 21092013
SICILIA - SELINUNTE - Scoperto laboratorio artigianale del V sec. a.C.
Nel parco archeologico di Selinunte, in una valle del Cotone, è stato scoperto un laboratorio artigianale del V secolo a.C. che risaliva al periodo della colonia greca. Il laboratorio era pavimentato con tegole in terracotta e aveva un pozzo e attrezzature per lavorare l'argilla. Tre fornaci dell'epoca sono state trovate, tra cui una circolare con un diametro di oltre cinque metri. Gli scavi hanno rivelato una zona più arcaica del quartiere artigianale, con ceramiche e terrecotte figurative che hanno un valore votivo. La scoperta ha rivelato uno spaccato della vita quotidiana dei selinuntini, che consideravano l'artigianato come uno degli assi portanti dell'economia.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo