Si è conclusa nei giorni scorsi la prima fase del "Marzamemi Marittime Heritage Project", il progetto realizzato dalla Sovrintendenza del mare di Palermo con l'università californiana di Stanford per riportare alla luce importanti reperti archeologici presenti in fondo al mare al largo della frazione di Marzamemi. Diversi i materiali portati in superficie ed oggi conservati nei locali del palmento Rudinì in delle vasche di acqua dolce per consentirne la desalinizzazione. Si tratta di un'attività a lungo termine che si propone di intraprendere indagini archeologiche e scavi subacquei al largo della costa di Marzamemi al fine di promuovere la gestione del patrimonio culturale e incentivare lo sviluppo turistico nei territori di Marzamemi e Pachino. Secondo la Sovrintendenza la scoperta di una serie di importanti relitti fornisce la testimonianza del ruolo dell'isola nei commerci tra il Mediterraneo orientale e occidentale. La stagione 2013 è stata realizzata da un team di archeologi, studenti e volontari ed ha avuto la durata di cinque settimane. Nell'ambito dei lavori sono state effettuate indagini archeologiche nel sito di una nave bizantina che effettuava il trasporto di elementi architettonici in marmo destinati alla costruzione di un edificio sacro, il cosiddetto "relitto Marzamemi II", inizialmente indagato e studiato nel 1960 da Gerhard Kapitän. L'assistenza logistica è stata del diving center "El Cachalote", hanno collaborato Pierpaolo Mallia, Marcello Mica e Antonella Fanelli. Per la sovrintendenza del mare preziosa è stata l'attività di Sebastiano Tusa, Nicolò Bruno, Floriana Agneto e Salvo Emma. Alla luce sono stati riportati una decina di reperti di grosse dimensioni oltre che materiali di grandezza ridotta ma altrettanto significativi sul piano ARCHEOLOGICo. Fondamentale è stata però la mappatura dei fondali per le operazioni successive. Salvatore Marziano 20092013
SICILIA - Archeologia subacquea a Marzamemi
La Sovrintendenza del mare di Palermo ha concluso la prima fase del progetto "Marzamemi Marittime Heritage Project", che ha riportato alla luce reperti archeologici in fondo al mare al largo della frazione di Marzamemi. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'università californiana di Stanford, ha portato alla scoperta di una nave bizantina e di altri reperti di grandi dimensioni. I reperti sono stati conservati in vasche di acqua dolce per la desalinizzazione e sono stati studiati da un team di archeologi, studenti e volontari. La scoperta fornisce la testimonianza del ruolo dell'isola nei commerci tra il Mediterraneo orientale e occidentale.
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