Il sindaco: politica nazionale? La priorità resta Verona. Autunno caldo? Ci sono settori che tengono VERONADalla crisi economica alla sua aspirazione a livello nazionale, dalle opere in stand-by alle strategie per le aggregazioni. E' un Flavio Tosi determinato quello che si appresta a vivere l'autunno caldo della politica e dell'amministrazione comunale scaligera, assicurando che è proprio quest'ultima quella che gli sta più a cuore. Sindaco Tosi, che momento sta vivendo la città? «Dal punto di vista economico è decisamente critico, anche se a Verona ci sono settori come il turismo, l'enogastronomia e l'agricoltura che continuano a tirare e garantiscono una situazione migliore rispetto ad altre città italiane». A Verona ci sono anche Riva Acciaio e Ofv però... «Sono situazioni contingenti, che ovviamente devono essere risolte. Non possiamo permetterci di abbandonare a se stesso il manufatturiero, un settore importante della nostra industria». Parliamo di infrastrutture e società a esse collegate. Aeroporto Catullo: strada spianata a Save? «Strada spianata a un partner industriale che immette capitali freschi. Finora si è fatta avanti concretamente Save. Se arrivasse qualche altra proposta, ci confronteremmo». Ma non si è perso tempo? Non si poteva agire prima in questa direzione? «Il cambiamento è avvenuto con l'avvento del presidente Paolo Arena, che ha ripulito e risanato i conti, rendendo appetibile l'aeroporto. Prima non c'erano le condizioni. Prima si facevano delle gran partite di chiacchiere. Le operazioni dipendono anche dalle persone che le propongono». Colpa di Bortolazzi allora? «Ripeto, Arena ha sbloccato la situazione». Passiamo alle autostrade. La Provincia vende le quote, il Comune le tiene. E' strategica questa posizione? «La Provincia vende (e non solo quella di Verona) perché la situazione di cassa è drammatica. Il Comune tiene duro perché le quote dell'autostrada sono ancora strategiche, sia per il valore economico sia per quel che rappresentano per il territorio. E' l'unico volano per i grandi investimenti strutturali. Noi stiamo aspettando i 53 milioni per il Traforo». Ecco, il tunnel delle Torricelle. Ora che succederà sindaco Tosi? «L'opera sarà a quattro corsie, perché questo è il progetto dell'associazione d'imprese proponente. La differenza sta nel fatto che si farà a fasi: prima due corsie poi, con i pedaggi, si realizzeranno le altre due». Colpa della crisi? «Direi di sì. C'è stata anche una lieve flessione del traffico veicolare, ma ora i dati risultano essere in ripresa. E' il costo del denaro il vero problema, ma io sono sicuro che andremo fino in fondo e il Traforo vedrà la luce». Passiamo a Ca' del Bue, altro argomento spinoso... «Faccio una premessa: dal punto di vista del consenso stoppare Ca' del Bue mi porterebbe sicuramente più vantaggi di continuare a insistere per l'accensione dell'inceneritore». E quindi? «Quindi, questo mi serve per spiegare che la mia scelta è conseguente alle decisioni della Regione. Mi atterrò alle disposizioni di Palazzo Balbi, precisando che, comunque, continuare a conferire in discarica non è una pratica che mi aggrada». Resta il filobus, sindaco: qui ce la faremo ad arrivare a dama? «Penso proprio di sì. L'unico rallentamento è dovuto alla crisi della Mazzi, che fa parte della cordata. Ma da quello che ho capito non si tratta di un ostacolo insormontabile. Ce la faremo, vedrà». Tra Capuleti e piazza Corrubbio, i parcheggi sembra che creino problemi invece di risolverli... «Sono iniziative private, il Comune in entrambi i casi non c'entra. Indubbio che a San Zeno abbiano influito sia la crisi sia il blocco del cantiere per l'intervento della Soprintendenza (e su questo argomento preferisco non esprimermi, dato che si sa come la penso). Però in entrambe le situazioni che ha citato siamo sereni. Anzi, più che sereni direi». Ieri l'altro è stata votata in consiglio comunale la delibera che dà il via libera alla creazione della Società Locale di Riscossione. Quale la differenza rispetto a Equitalia? «Sicuramente i minori costi. Ma soprattutto un rapporto più diretto con i cittadini in difficoltà. Potremo intervenire prima che le cartelle arrivino a ruolo». Garantisce che la copertura finanziaria c'è? «Sì, ci sono 500mila euro. Sui compensi si sono dette cose assurde. Molti dipendenti saranno spostati da uffici dell'amministrazione, l'unico costo vero sarà quello del direttore». Però si fatica con l'ordinaria manutenzione per strade e scuole... «Ma non mancano i soldi. Il problema è che il Comune deve assumersi la responsabilità di impiegare il denaro a bilancio non ancora approvato. E' una tendenza suicida del nostro Stato». Cosa risponde a chi teme che la sua discesa in campo nazionale lo distragga da Verona? «Che fare il sindaco è e resterà fino alla fine la mia priorità». Intanto però si è alzato il livello delle critiche e degli attacchi pesanti nei suoi confronti. L'aveva messo in conto? «Me l'aspettavo. E' parte integrante dell'imbarbarimento del mondo politico. Ma la cosa non mi tocca più di tanto. Io, a differenza di altri, quello che dico faccio». Antonio Spadaccino
VERONA - Tosi: Traforo, filobus e strade La crisi rallenta, le opere si fanno
Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, parla della sua priorità, che è la città di Verona, non la politica nazionale. Egli afferma che l'economia di Verona è critica, ma ci sono settori come il turismo, l'enogastronomia e l'agricoltura che continuano a tirare. Tosi discute anche dell'aeroporto Catullo, che è stato spianato a Save, e delle autostrade, dove la Provincia vende le quote e il Comune le tiene. Egli afferma che il Traforo delle Torricelle sarà realizzato a quattro corsie, con un costo di 53 milioni di euro.
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