Impegnato nella realizzazione di documenti ed iniziative richiamanti l'Ammistrazione municipale a "restaurare" gli originari diritti di partecipazione democratica del popolo udinese aboliti esattamente cinque secoli or sono, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic", presieduto dal professor Alberto Travain, pur non tralasciando di manifestare al sindaco Honsell gravi riserve di merito circa la realizzazione del parcheggio interrato del "Zardin Grant" e richiamando senz'altro a mezzo stampa soprintendenze e cittadinanza a stretto presidio di eventuali ritrovamenti archeologici nell'area interessata, non era giunto sinora ad alcuna posizione sufficiemente condivisa sull'argomento, per cui ci si riservava di affrontare il tema compiutamente in data da destinarsi. L'occasione è venuta ora che presidente Travain ha invitato l'architetto Giorgio Ganis, intellettuale cittadino vicino al Movimento e personalmente attivo nella contestazione popolare al progetto, a presentare al sodalizio le ragioni del contendere, durante l'incontro sociale del mercoledì nei locali del centro storico udinese. Ne è emerso un quadro alquanto allarmante, rilevandosi importanti dubbi inerenti all'intasamento automobilistico, all'inquinamento e alla destinazione stessa dell'area nel piano della mobilità urbana, alla futilità dell'opera e all'apparente assenza di una prospettiva e di una programmazione generali, all'eventualità di emergenze archeologiche segnatamente d'età protostorica e alla valorizzazione storico-architettonica dell'accesso d'onore - dal parco - al palladiano Palazzo Antonini (ex sede Banca d'Italia). Nuovamente incalzante ed accesso il dibattito. Secondo il geometra Sergio Bertini e le signore Antonietta Di Lorenzo ed Anna Maria Gisolfi, la realizzazione del parcheggio ormai risulterebbe incontrovertibile, "anche per evitare situazioni di precarietà lavorativa al personale impiegato nell'opera, ma bisogna assolutamente limitare gli eventuali danni e soprattutto presidiare lo scandaglio archeologico nella prospettiva di una tutela del patrimonio storico rinvenuto". La dottoressa Marisanta de Carvalho, decisamente contraria ad un'opera urbanisticamente giudicata come "sorpassata", ha voluto leggere nella vicenda un monito nei confronti della cittadinanza a dimostrarsi in genere più vigile anche presenziando senz'altro alle riunioni del Consiglio comunale. Per il signor Giuseppe Capoluongo, "l'operazione andrebbe riconsiderata in una prospettiva d'implementazione di un Centro Storico pedonalizzato e servito ai margini da parcheggi scambiatori, come avviene in molte città d'Europa". Le signore Oriana Lucio e Mirella Valzacchi hanno definito il parcheggio "oltreché fattore d'inquinamento, opera superflua risultando sovente ampiamente liberi i park sotterranei già esistenti in città". E "in tempo di crisi ancor meno ci si dovrebbe permettere di spendere soldi pubblici per opere che, in questo caso, vista l'orografia del sito, possono davvero fare della conca di Piazza Primo Maggio un catino d'aria particolarmente insalubre" ha rimarcato la signora Gianna Zuccolo, mentre la signora Elvia Tosolini ha interpretato la fiera resistenza civica registrata sinora contro il progetto quale "ammonimento agli amministratori ad individuare prossimamente procedure diverse di formazione delle decisioni, che, qualora si tratti di avviare o concedere la realizzazione di opere particolarmente impattanti, tengano più conto delle varie espressioni dell'opinione pubblica". "Le contestazioni di oggi servano quanto meno da monito alle autorità preposte per il prossimo avvio di altre opere davvero invasive nel centro città" ha detto la signora Luigina Pinzano. Una critica radicale al sistema è venuta dal signor Remo Asquini e dallo stesso presidente del Fogolâr Civic, prof. Alberto Travain, che ha parlato dell'"opportunità di sviluppare anche a Udine, come da tempo avviene in altre realtà d'Italia, d'Europa e del mondo, esperienze di partecipazione civica o quanto meno di forme anche "snelle" di consultazione "a monte" quando si tratta di deliberare su questioni particolarmente controverse e incidenti sul territorio". "Come cittadino sono contrario all'opera ma mi vedo forzatamente costretto ad accettarla" ha commentato amaramente il signor Alberto Giacomazzi, mentre la signora Jole Deana, milanese d'origine friulana, si è dichiarata apertamente favorevole al parcheggio sotterraneo ricordando come nel capoluogo lombardo anche le centralissime Piazza Duomo e Piazza Castello siano state "bucate" per realizzare la metropolitana. "In Centro si va a piedi, in bici o in bus!" ha ribattuto la mestra Manuela Bondio, mentre di "opera insensata" ha parlato il professor Pietro Enrico di Prampero che ha sottolineato l'importanza di una civile manifestazione il dissenso. "Non indispensabile" è stato definito il progetto dai signori Marisa Celotti e Francesco Nicolettis, riconoscendovi pure quest'ultimo una qualche utilità. Vivo apprezzamento è stato espresso dal prof. Travain all'indirizzo della solerte giornalista Lucia Burello, prima a segnalare sulla stampa locale possibili ritrovamenti archeologici nell'area del cantiere e ad auspicare - anche dopo nota ad hoc del Fogolâr Civic - che si evitino certe minimizzazioni del valore dei reperti come accadde ai tempi della realizzazione del parcheggio di Piazza Venerio. In conclusione, pur con mille distinguo, tra rassegnati ed irriducibili, il Fogolâr Civic si schiera apertamente, in linea di principio, contro il parcheggio di "Zardin Grant", pur riconoscendo ai soci dissenzienti libertà di coscienza.
UDINE-Il Fogolâr Civic contro il parcheggio di "Zardin Grant"
Il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico "Fogolâr Civic" ha espresso forti riserve sulla realizzazione del parcheggio interrato del "Zardin Grant" a Udine. Il presidente del movimento, prof. Alberto Travain, ha invitato l'architetto Giorgio Ganis a presentare le ragioni del contendere. Il dibattito è stato acceso, con alcuni soci del movimento che sostengono la realizzazione dell'opera per evitare situazioni di precarietà lavorativa, mentre altri critici sostengono che l'opera sia superflua e danneggierebbe l'area storica. La dottoressa Marisanta de Carvalho ha parlato di un monito per la cittadinanza a presenziare alle riunioni del Consiglio comunale.
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