MARINA DI GROSSETO Evidenti carenze promozionali, una pineta in apnea e una frazione lasciata a se stessa: torna a farsi sentire il Comitato civico di Marina di Grosseto. Il gruppo lancia pesanti accuse agli enti amministrativi. «Iniziamo dalle cecità verso la nostra pineta: chi occupa posizioni di potere spesso la concepisce come un bene innanzitutto economico per i pinoli e la legna. E c'è chi ha ipotizzato anche il pascolo, o addirittura l'inammissibile uso di alberi e sottobosco per alimentare centrali a biomasse, non considerandolo affatto un bene d'inestimabile valore dal punto di vista ambientale e irrinunciabile elemento di valorizzazione del territorio. La pineta di Marina proseguono dal Comitato - invece ha un enorme valore: anzitutto sul piano culturale, perché tutta la comunità s'identifica con la pineta (che da Castiglione va fino ai monti dell'Uccellina da tempi antichissimi) e questo territorio e i suoi abitanti sarebbero snaturati qualora questa meravigliosa area venisse degradata o addirittura distrutta con pratiche forestali inopportune o inadeguate». Il dito è dunque puntato sulla gestione del post incendio che lo scorso anno ha divorato una buona fetta della macchia mediterranea. Dal Comitato non hanno dubbi: «È per le particolari caratteristiche ambientali che i turisti arrivano in Maremma. Perché dunque far diventare Marina una cementificata e orribile "Rimini 2"? A che (o a chi) serve degradare gli ambienti naturali come dune pinete e spiagge, utilizzandoli come parcheggi selvaggi per incivili in estate e come visto che nessuno controlla - discariche dove si può gettare di tutto negli altri periodi dell'anno?». Per chi cerca di preservare in ogni modo l'ambiente le automobili vanno tenute ben lontane dalla fascia costiera, come peraltro prevedono le leggi regionali e nazionali che tutelano la duna e che sono regolarmente ignorate. E dal Comitato hanno una ricetta: «Chi viene a Marina e al mare deve poter trovare parcheggi scambiatori prima della pineta». Sulla spiaggia, così, si arriva «a piedi, in bicicletta o con automezzi pubblici elettrici». E le iniziative per dare respiro alla frazione? Anche in questo caso il gruppo civico non ha dubbi: sono gli eventi culturali e ricreativi quelli che fanno la differenza. «Marina deve diventare il salotto buono di Grosseto. Un posto dove andare anche nei pomeriggi invernali, dove promuovere un turismo non legato soltanto alla balneazione ma che crei attenzione, anche nazionale e internazionale, con concorsi letterari, cineforum, manifestazioni qualificate e qualificanti per grandi e bambini (come osservazioni notturne delle stelle in collaborazione con università e astrofili esperti, eco maratone estive e invernali, giornate dedicate alla fotografia naturalistica, esposizioni canine e feline, convegni di ornitologia)». Senza considerare il recupero di una perla da troppo tempo lasciata in disparte: ecco che la Fortezza di San Rocco torna a essere candidata per ospitare «un museo del mare e delle tradizioni». Ma come mai tutte queste cose non vengono fatte? Dal Comitato non hanno dubbi: le voci che arrivano dal basso vengono reputate «fastidiose e tutto viene, come sempre, deciso dalle solite quattro persone che rivestono le piccole cariche direttive locali. Per fare un solo esempio: quanto sono costati ai cittadini i fuochi di San Rocco? Vorremmo saperlo». Infine, l'ultima bordata del Comitato di Marina che ricorda d'aver chiesto invano al Comune un luogo in cui potersi riunire è dedicata ai recenti tagli di pini che stanno interessando Marina (via Vergari) e Principina: «È una devastazione totale. Stiamo chiedendo alla Soprintendenza di difenderci da questo scempio. Siamo pronti a una raccolta firme: vorremmo sapere se ci sono tutte le autorizzazioni e perché si tagliano alberi mentre ci sono problemi ben più gravi, come l'amianto».