Manca meno di una settimana all'inizio dei lavori di restauro alle celebri terme imperiali del Teatro Romano di Volterra. A darne notizia è direttamente Elena Sorge, funzionario di zona della Sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana: «Finalmente dopo tante polemiche, alla fine dei lavori quelle criticatissime lamiere di copertura saranno tolte». È una soddisfazione per la professionista che tante polemiche ha sentito riversare contro quelle brutture in lamiera, non certo un buon biglietto da visita per l'unicità del monumento di vetruviana memoria. «Abbiamo intenzione di organizzare delle visite ovviamente guidate anche durante i lavori di restauro, proprio per dar modo ad appassionati e studiosi di vedere anche le operazioni di ripristino dal vero», continua. L'intenzione, tempo permettendo, è quella di rendere il tutto inaugurabile per l'anno prossimo. Sempre attraverso visite guidate. L'edificio termale è datato IV secolo: a quel tempo nel settore orientale del porticato del Teatro Romano (fatto costruire nell'età augustea) venne inserita la struttura delle terme, appunto, (costruito con materiali del teatro, caduto in disuso) del quale sono visibili l'ingresso absidato su un lato e il pavimento a mosaico (spogliatoio), dal quale si accedeva al frigidario, di forma quadrangolare, con due vasche entro absidi. Un vano ellittico con riquadri policromi conduceva agli ambienti caldi (tepidario e calidario), ai quali annesso un focolare che veicolava il caldo nelle stanze attraverso intercapedini fra suolo e livello pavimentale. Questo edificio è ritenuto da alcuni archeologi il primo luogo di culto cristiano edificato nell'area. La notizia accoglierà sicuramente i favori di tanti volterrani come lo storico Bruno Niccolini che chiama le lamiere della discordia «osceni bandoni». Da cultore del patrimonio storico di Volterra, ha sempre guardato storto le tettoie che coprono i resti delle terme. Proprio lui, ad agosto, si era rivolto alla Sovrintendenza di Firenze con un appello. «Mi rivolgo alla responsabile della Sovrintendenza Elena Sorge affinché faccia rimuovere quelle oscenità, sono una vergogna: anche l'amministrazione si affretti e trovi il modo di provvedere, magari ricorrendo pure al volontariato», aveva detto lo scorso mese. Il momento della rimozione è sempre più vicino.