La rinnovata Accademia Carrara, il monastero d'Astino o Palazzo della Ragione? Sull'idea del referendum popolare lanciata da Philippe Daverio per trovare la collocazione ideale alla grande tela dell'Ultima Cena dell'Allori, abbiamo girato la domanda ad alcuni artisti bergamaschi e addetti ai lavori. «É un quadro grande, non facile da collocare - sottolinea il pittore Mario Donizetti -. Palazzo della Ragione al momento è la soluzione migliore, ma la tela andrebbe appesa più in basso. Sono contrario a spostare le opere d'arte in luoghi diversi da quelli dove sono nate, ma il monastero di Astino è troppo lontano da raggiungere». Sulla stessa linea il pittore Trento Longaretti: «A Palazzo della Ragione la tela ha una visibilità ridotta. Si dovrebbe illuminare meglio il dipinto: vedrei bene una luce solo sulla tela, con la penombra tutta attorno per non disturbare le bellissime capriate in legno del soffitto». Il fotografo Pepi Merisio ammette: «Vedendo il quadro durante il restauro, viste le grandi dimensioni, mi ero chiesto quale fosse la collocazione migliore. Il primo problema è lo spazio: l'ideale sarebbe trovare posto alla nuova Carrara». Per Maria Cristina Rodeschini, direttrice di Carrara e Gamec, «bisognerebbe vagliare tutte le idee e vedere quale è la più praticabile. L'idea di un ritorno alle origini ad Astino è sostenibile, ma la fruibilità del dipinto va garantita. Al momento la soluzione migliore è esporre la tela a Palazzo della Ragione». Per il rappresentante della Soprintendenza Giuseppe Napoleone «la posizione a Palazzo della Ragione è egregia per l'illuminazione, che fa affiorare i dettagli, e dignitosa per contesto storico, anche se il quadro andrebbe un pò abbassato. L'ideale sarà poi riportare la tela nel refettorio di Astino». Visibilità e conservazione sono fondamentali per Marco Albertario, conservatore della Galleria Tadini di Lovere: «La possibilità del ritorno alle origini è legata alla destinazione d'uso che si sceglierà per Astino. Se l'opera va decontestualizzata, allora opterei per una chiesa moderna». Quest'ultima soluzione piace anche al restauratore Eugenio Gritti: «In una chiesa moderna verrebbe valorizzata, l'occhio sarebbe attirato dal grande rettangolo della tela senza altre opere attorno. Mi viene in mente la chiesa realizzata da Mario Botta a Seriate». Idem per il gallerista Arialdo Ceribelli: «Viste le dimensioni della tela, l'ideale sarebbe una chiesa contemporanea, come quella di Petosino». Il preside della Scuola d'arte Fantoni, Corrado Spreafico ritiene che «bisogna valutare quale luogo può offrire maggior garanzia all'opera, sia per la conservazione sia per la visibilità. La Carrara sarebbe la scelta ideale». Piace la collocazione a Palazzo della Ragione a Giorgio Pandini, presidente degli Amici dell'Accademia Carrara: «Il dipinto è lì da 200 anni e le condizioni termoidrometriche sono ideali per la conservazione». Preferisce un ritorno alle origini l'architetto Cesare Rota Nodari: «Il refettorio di Astino è la sua destinazione naturale. A Palazzo della Ragione la tela è collocata troppo in alto. Si potrebbe anche trovare uno spazio autorevole in una sala del Comune accessibile al pubblico». Propende per Astino anche l'antiquario Giorgio Scaccabarozzi: «L'ideale è dove si trovava in origine, ammesso che il restauro del monastero si concluda presto».
L'ultima Cena dell'Allori torni ad Astino, ma solo dopo il recupero
La tela dell'Ultima Cena dell'Allori è stata oggetto di dibattito sulla sua collocazione. Alcuni artisti e addetti ai lavori ritengono che la tela sia meglio esposta a Palazzo della Ragione, mentre altri sostengono che il monastero di Astino sia la scelta ideale. Il pittore Mario Donizetti sottolinea che la tela ha una visibilità ridotta a Palazzo della Ragione e che si dovrebbe illuminare meglio il dipinto. Il fotografo Pepi Merisio ammette che lo spazio è un problema e che l'ideale sarebbe trovare posto alla nuova Carrara. La direttrice di Carrara e Gamec, Maria Cristina Rodeschini, suggerisce di vagliare tutte le idee e vedere quale è la più praticabile.
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