Uno studio dell'Università di Catania mette sotto accusa l'attività edilizia e le opere idrauliche La costa inghiottita dal mare: negli ultimi 10 anni, la battigia in prossimità della foce del Simeto è arretrata di almeno 200 metri. Tutta colpa dei bacini artificiali costruiti lungo i corsi d'acqua che alimentano il fiume e delle costruzioni che nei decenni sono sorte lungo la linea costiera. Questi i risultati di un accurato studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell'Università di Catania, studio che è stato insignito del titolo di «Feature article» (articolo di interesse rilevante) dall'editore britannico professor Victor De Jonge. «L'erosione della costa a sud di Catania - spiega la professoressa Agata Di Stefano, docente di Geologia marina e prima firmataria dell'articolo di recente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale "OceanCoastal Management" - ha avuto inizio dopo il 1950 e si è accentuata negli ultimi dieci anni, lasciando prevedere un aggravamento del quadro nel prossimo futuro. Un progressivo assottigliamento della spiaggia che avrà un forte impatto soprattutto per gli aspetti ambientali e turistici della riserva naturale "Oasi del Simeto"». «Le variazioni della linea di costa a sud della Plaia - continua la studiosa - sono da collegare all'evoluzione della foce del Simeto. Variazioni che assieme ai colleghi abbiamo valutato attraverso il confronto delle fonti cartografiche disponibili, che comprendono mappe topografiche, foto aeree e immagini satellitari, e attraverso l'esame dei parametri idrologici del bacino fluviale». «Grazie al contributo dell'ing. Roberto De Pietro, esperto in analisi previsionali, abbiamo potuto appurare che il processo di arretramento che si è verificato nel corso degli ultimi decenni è da stimare lungo quattordici transetti perpendicolari alla direzione della battigia». «I nostri dati - puntualizza la professoressa Angiola Zanini, docente di Geomorfologia da poco in pensione e memoria storica del gruppo di ricerca - evidenziano un grave incremento dell'erosione costiera a partire dagli anni '60 del secolo scorso, con valori maggiori in prossimità della foce del Simeto e poco a sud di essa, dove si registra un arretramento massimo della linea di costa di 200 metri, con una velocità media di 2,7 metri per anno». «L'analisi delle variazioni dei parametri idrologici che si verificano a monte, all'interno del bacino del fiume Simeto - spiega da parte sua l'ing. De Pietro - evidenzia una drastica riduzione della portata solida e liquida, in coincidenza con l'entrata in funzione di numerose opere idrauliche dopo il 1950, tra dighe, sbarramenti fluviali e argini artificiali, che hanno intrappolato enormi quantità di sedimenti. Tale riduzione non può essere infatti attribuita a una variazione del regime pluviometrico della zona, dato che l'analisi statistica dei dati di precipitazione indica una tendenza pressoché costante nel corso del secolo scorso che non può aver prodotto alcun effetto rilevante». «Neppure una variazione nel regime delle onde potrebbe avere innescato processi erosivi più intensi lungo la costa, dato che nessun cambiamento significativo è stato osservato nei dati ondametrici. Così, la riduzione dell'apporto di sedimenti e il conseguente arretramento della costa è principalmente attribuibile alla costruzione delle opere idrauliche lungo gli affluenti del Simeto, accoppiata con la progressiva distruzione del cordone di dune costiere, causata principalmente dall'attività edilizia. L'insieme di questi interventi umani ha privato la spiaggia di un importante contributo di sabbia al bilancio sedimentario». «Secondo l'analisi previsionale di questa ricerca - conclude il prof. Carmelo Monaco, docente di Geologia applicata -, in assenza di interventi adeguati, si può prevedere un'ulteriore riduzione, da 20 a 100 m, del tratto di costa analizzato nei prossimi dieci anni. E ciò potrebbe avere conseguenze catastrofiche per quest'area, importantissima sia dal punto di vista naturalistico sia da quello socio-economico. Pertanto, nel contesto di una pianificazione e gestione controllata e sostenibile, è auspicabile ripetere il monitoraggio dell'area stagionalmente nell'arco di duetre anni, così da verificare il trend evolutivo del tratto costiero oggetto dello studio. In particolare, ai fini di pervenire a una mitigazione del fenomeno nel tratto di litorale oggetto dello studio, appare fondamentale approfondire le ricerche sull'influenza delle opere idrauliche realizzate nei decenni passati, prendendo anche in considerazione la possibilità di rimuoverne le più inutili, così come si sta iniziando a fare negli Stati Uniti». 15092013
SICILIA - L'oasi del Simeto. L'erosione sta distruggendo la costa
Un studio dell'Università di Catania ha rilevato che la costa inghiottita dal mare a sud di Catania è arretrata di almeno 200 metri negli ultimi 10 anni. La causa è attribuita all'attività edilizia e alle opere idrauliche costruite lungo i corsi d'acqua che alimentano il fiume Simeto. L'analisi delle variazioni della linea di costa ha evidenziato un grave incremento dell'erosione costiera a partire dagli anni '60 del secolo scorso, con valori maggiori in prossimità della foce del Simeto. L'ing. Roberto De Pietro ha calcolato che il processo di arretramento è stato stimato lungo quattordici transetti perpendicolari alla direzione della battigia.
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