L'idea: Stato e privati insieme per il rilancio di Canonica e in cambio al Comune andrebbe l'area dell'ex Aeronautica luoghi da salvare CERTALDO Di quella villa ottocentesca se ne dibatte ormai da oltre 50 anni. Villa di Canonica, alle pendici del polmone verde di Certaldo. Dal 1962, anno nel quale il Comune ne è diventato padrone in seguito a una donazione, si cerca di capire quale possa essere la sua nuova vita. Se mai vi sarà. Nell'attesa il degrado e l'abbandono regnano sovrani: reti sradicate, materiale di cantiere a disposizione di ladri, portoni aperti e misteriosi inquilini che la notte vi soggiornano. Si tratta di sette fabbricati: la Villa, due case coloniche e 4 rimesse rurali, per un totale di 5700 metri quadrati, sviluppati su due ettari di terreno. In passato fu anche fatto preparato un bando (mai pubblicato) per la realizzazione di un albergo a 5 stelle: e oggi, a distanza di 30 anni, torna in auge l'idea. È stato il sindaco Andrea Campinoti a spiegarlo, con la possibilità di dar vita a una permuta che coinvolga anche il Demanio. Che in sostanza potrebbe dare al Comune l'area dell'ex Aeronautica prendendo in cambio la Villa di Canonica, da ristrutturare destinando ad albergo a cinque stelle con il coinvolgimento dei privati, per poi "restituirla" all'ente del paese del Boccaccio dopo 10-20 anni. Vedremo se il progetto arriverà in porto. Dopo anni di discussione, dibattiti e progetti, con quegli storici edifici lasciati incustoditi, solo nel 1999 si cominciò ad analizzare scenari concreti per la Villa, la tinaia e il fienile, mentre i restanti edifici sono stati delimitati da sportelli che dovevano essere provvisori ma in realtà giacciono lì da 15 anni. Venne trovato una sorta di accordo temporaneo e d'urgenza a livello istituzionale e politico, con l'intervento della Scuola Professionale Edile di Firenze che perdura tutt'oggi, dove muratori-studenti avrebbero dovuto mettere in sicurezza una parte dell'edificio. Ma la destinazione a luogo di riunioni venne bocciata insieme alla richiesta di finanziamenti per il Giubileo, mentre l'edificio intanto crollava a pezzi, nella totale instabilità e integrità della sua struttura. Anno 2013, sono passati 14 anni ma a Canonica il tempo sembra essersi fermato. I n realtà l'intero immobile doveva essere già stato venduto. Poi però ci fu uno stop nel marzo del 2002, quando il bando dell'asta era già pronto per essere pubblicato da parte dell'amministrazione comunale. Nel piano regolatore non era stata prevista la destinazione ad albergo (o a struttura ricettiva), l'uso più appetitoso per il privato interessato all'acquisto dell'edificio che, tra l'altro, era vincolato dalla Sovrintendenza. Di conseguenza i tempi della cessione si allungarono: la pratica doveva essere riportata in consiglio comunale con l'inserimento di una variante al piano regolatore. Nel mese di luglio di quell'anno la polemica politica si fece rovente. Le opposizioni lanciarono un'accusa verso l'allora amministrazione comunale, puntando il dito contro l'ex assessore Vladimiro Spini, sostenendo che alcuni imprenditori avrebbero avuto modo di visionare il bando prima ancora di essere pubblicato e avrebbero ricevuto indicazioni su come costruire la struttura, un albergo a 5 stelle. Spini rispose che si trattava solo di indagini per sondare il mercato. Alla fine il bando non fu mai pubblicato. Si arrivò così ad ottobre 2002, quando si decise di istituire una commissione speciale per studiare la destinazione di quell'intero pacchetto, ancora avvolto nelle incertezze. Nel gennaio 2003 la relazione fu consegnata ufficialmente, grazie all'aiuto anche dell'Agenzia di sviluppo dell'Empolese Valdelsa. Le ipotesi sul tappeto erano quattro: struttura ricettiva, casa di riposo per anziani con l'ipotesi di complementarietà con una scuola elementare, una struttura di servizi alle imprese e una sede universitaria con annesso ostello. Marzo 2003, il cerchio si chiude. O almeno, così sembrava. Il consiglio comunale con un voto unanime sancì definitivamente che nel complesso di Canonica avrebbero dovuto sorgere strutture turistiche e anche del settore sociale, come indicato nello studio dell'Asev. Nel marzo 2005 riprendono i contatti con la Scuola Professionale Edile di Firenze, che a settembre dell'anno successivo firma con Comune di Certaldo, Ente Nazionale Giovanni Boccaccio, Dipartimento di Tecnologia dell'architettura e del design e dipartimento di Restauro della Facoltà di Architettura di Firenze un protocollo, con validità di sei anni, per il recupero del complesso di Villa Canonica a Certaldo. Documento rinnovato nel settembre 2011 con l'ingresso di Bzb (Scuola edile di Dusseldorf). Protagonisti gli studenti, che potranno abbinare attività teorica e pratica a vari livelli, dall'insegnamento superiore a quello universitario, che richiedono minori costi rispetto alle normali procedure. Nell'agosto del 2007 si cominciano a vedere i primi risultati di questo intervento, mentre ad aprile 2008 arriva l'annuncio che per giugno sarebbe stato pronto il progetto definitivo per il recupero dell'area con un costo pari a 4 milioni di euro. Il 1 maggio 2009 anche l'ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici visita la struttura, accompagnato dal direttore dei lavori. A marzo 2011 il vicesindaco di Certaldo, Francesco Betti, dichiara che i lavori «continueranno ma che ci vorranno alcuni anni per vedere completata la struttura». Una struttura che ha un nuovo responsabile, Alessandro Alfaioli (della scuola edile di Firenze), dopo che Angiolo Caselli è andato in pensione. Adesso toccherà a lui seguire questo cantiere e riprendere i contatti con l'amministrazione comunale di Certaldo per decidere sull'immediato futuro dell'area della Villa di Canonica. Ma l'unica novità è contenuta in una possibile permuta che potrebbe coinvolgere anche l'ex Aeronautica nel viale Matteotti, altro sito in abbandono e degrado. Settembre potrebbe essere il mese decisivo.
CERTALDO - Un patto col Demanio per dare un futuro alla villa abbandonata
Il Comune di Certaldo ha un immobile di 5700 metri quadrati, sviluppato su due ettari di terreno, che comprende la Villa di Canonica, due case coloniche e quattro rimesse rurali. L'immobile è stato lasciato incustodito per anni e solo nel 1999 si è iniziato ad analizzare scenari concreti per la sua destinazione. Nel 2002, il bando dell'asta per l'acquisto dell'immobile era pronto, ma non fu mai pubblicato. Nel 2003, il consiglio comunale sancì che nel complesso di Canonica avrebbero dovuto sorgere strutture turistiche e sociali.
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