Il titolo del dossier da inviare a Roma è "Pisa: dal fiume, al mare, all'Europa. Navigazione tra Tradizione e Innovazione" PISA "Pisa: dal fiume, al mare, all'Europa. Navigazione tra Tradizione e Innovazione". Ecco il titolo completo del progetto di candidatura a capitale europea della cultura 2019. E' contenuto nell'atto allegato alla delibera della giunta comunale che ha dato il via libera dopo le polemiche con il presidente della Regione, Enrico Rossi, che avrebbe evitato un derby tra Pisa e Siena, lasciando la città del Palio unica candidata per la Toscana. Pisa invece, dopo l'ordine del giorno approvato dal consiglio comunale, aveva comunque deciso di proporsi ritenendo di non danneggiare Siena (la competizione è tra una ventina di città di tutta Italia) e utile stare nella "battaglia", visto che il ministero dei Beni culturali terrà in debita considerazione anche i progetti che non saranno promossi: e Pisa, nel dossier, metterà in ballo progetti come il Museo delle antiche navi e la ricostruzione in 3D della storia di Piazza dei Miracoli che necessitano di corsie preferenziali per conquistare i finanziamenti mancanti. Dal "concept" per la candidatuta di Pisa emergono alcuni dettagli interessanti che sono alla base dei numerosi eventi ed iniziative ideati, tutti dettagliati nel dossier di 80 pagine che entro il 20 settembre sarà consegnato alla commissione mista, nazionale-comunitaria, chiamata a selezionare le proposte. In effetti il progetto, che seguirà tre filoni principali (cultura, saperi, innovazione), si concretizzerà in più ambiti: eventi e manifestazioni culturali; conferenze, cicli di studio, workshop; opere infrastrutturali; marketing territoriale. Due le sfide che il progetto si pone. La prima: arricchire la percezione della città affiancando alla rappresentazione classica di "città della Torre" quella di città della scienza e dell'innovazione, del cinema e della musica. La seconda: divenire un "laboratorio di sperimentazione" di un nuovo modello di sviluppo sostenibile della città, basato proprio su cultura e innovazione. «Un modello replicabile - si legge - che sia da traino per la ripresa economica e sociale e crei nuove opportunità sul territorio». Per rispondere alle due sfide sono stati individuati dieci obiettivi. Se ne trovano di generici, ad esempio «rileggere la città in relazione alle sue tradizioni culturali» oppure «creare un nuovo modello di sviluppo basato sulla centralità della cultura» o ancora «valorizzare il ruolo di centro d'incontro di culture internazionali che Pisa ha svolto nel suo passato e che svolge tuttora». Ma ci sono anche obiettivi più puntuali. Uno è creare un collegamento, attraverso progetti culturali, tra Pisa e le sue aree circostanti: costa, entroterra, Parco di San Rossore, comuni del territorio provinciale e regionale. Un altro è creare un nuovo prodotto turistico-culturale che affianchi alla visita del patrimonio storico-artistico della città l'offerta legata alle molteplici ricchezze paesaggistiche del territorio non ancora valorizzate. Altro obiettivo è la creazione e il recupero di opere dedicate alla cultura. I fondi comunitari sarebbero, evidentemente, determinanti. A novembre sarà fatta una prima scrematura e, delle venti contendenti, non più di cinque resteranno in corsa.