Antonio Canova, Morte di Priamo, 1790 circa, "horcrux" in gesso del Museo Correr, Venezia IL CAPOLAVORO DELICATO Qualcuno di voi avrà letto o visto le storie di Harry Potter: a me è toccato questa estate. Per uccidere Voldemort, Harry deve distruggere sette "horcrux", oggetti magici in ognuno dei quali quel malvagio aveva infuso una parte della sua anima. Più di duecento anni prima di Potter, lo scultore Antonio Canova l'ultimo italiano capace di imporre a tutto il mondo una nuova lingua dell'arte aveva avuto un'idea simile. Intorno al 1790, egli modellò una serie di rilievi (cioè quadri a tre dimensioni) che rappresentano storie famose dell'età antica. Ecco, si potrebbe dire che questi rilievi in gesso sono gli "horcrux" buoni di Canova: perché invece di scolpire un solo marmo, egli realizzò molti esemplari in gesso della stessa opera: e non si tratta di copie, ma di tanti originali. Un desiderio di diffusione e sopravvivenza che ha sempre affascinato gli artisti: e che sta all'origine dei bronzi fusi in serie, delle stampe o delle opere della Pop Art. Le storie di gesso gli vennero benissimo, a Canova: dei veri capolavori di una nuova lingua, che rinunciava alle ombre e alle complicazioni dei rilievi degli scultori precedenti, e concentrava l'azione su un unico piano, come a teatro. E l'azione era a volte drammatica, violenta. In questo caso, vediamo una delle scene finali della Guerra di Troia (ma la racconta Virgilio, non Omero): al centro Pirro, figlio di Achille, sta per pugnalare a morte il nobile, vecchio Priamo, re della città caduta. È la terribile notte in cui i greci escono dal Cavallo di Ulisse, Troia brucia, Enea fugge. In primo piano Canova mostra il bellissimo corpo di Polite, appena ucciso da Pirro sotto gli occhi del padre Priamo. Due onde di disperazione raggruppano altre figlie del re: alcune (tra loro Cassandra) si allungano come fiamme, supplicando il greco crudele. Altre fuggono, rassegnate, all'estrema destra, stringendo i loro piccoli. A sinistra la regina Ecuba sviene, come una Vergine sotto la Croce. Come in tutti i momenti alti della nostra storia, il mito antico tornava parlare un linguaggio di forme moderne. Il 2 agosto scorso, uno degli "horcrux" della Morte di Priamo è stato distrutto, a Perugia (mentre si cercava di staccarlo dal muro per portarlo ad un'inutile mostra). Sì, proprio come in Harry Potter. Solo che qui gli "horcrux-gessi" sono i buoni, e chi li distrugge è una specie di Voldemort della storia dell'arte: il Signore Oscuro del Mercato. E in ogni gesso che si distrugge, a morire è un pezzo dell'anima di Canova. Cioè della nostra.