Dal termovalorizzatore di Acerra 20 milioni di euro per gli scavi di Pompei. II patron del gruppo Salini- Impregilo, Pietro Salini, dopo che il governo e la soprintendenza avevano lasciato cadere la sua offerta di finanziare il restauro del sito archeologico, rilancia l'offerta. «Risaneremo noi Pompei», ha dichiarato Salini a margine dell'assemblea che ha consacrato la fusione tra il primo e il terzo operatore di mercato italiano, dando vita al colosso europeo nel settore delle costruzioni. «Ho pensato - ha detto Salini - che Impregilo potesse intervenire sul sito rimettendo a disposizione una parte dei fondi che ci derivano da Acerra. Questo è il nostro progetto su Pompei che spero si possa portare avanti». In Campania, l'azienda gestisce il termovalorizzatore di Acerra, destinato a raccogliere e distruggere i rifiuti di Napoli e dell'hinterland. La cenere della spazzatura, dunque, potrebbe diventare denaro contante per la rinascita degli scavi di Pompei. «'Impregilocontinua Pietro Salini - si pone un problema: il nostro Paese sta attraversando una fase critica. Di conseguenza, il rilancio della sua immagine internazionale può avvenire attraverso il suo patrimonio storico e culturale, che spesso versa in condizioni di abbandono e mancanza di fondi». Pietro Salini ha, così, confermato l'impegno sul sito archeologico nel corso dell'assemblea dei soci rispondendo alle domande degli azionisti. Già lo scorso giugno, a margine della presentazione del piano industriale, Salini aveva annunciato l'intenzione di voler versare 20 milioni a favore del sito archeologico. Al suo appello, però, nessuno aveva dato seguito. «In qualsiasi altro paese in difficoltàha evidenziato il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio - queste iniziative vengono accolte, non certamente disattese. Mi auguro che questa volta la proposta di Salini abbia un seguito positivo perla città».