Firenze, 13 settembre 2013 - Vendetta, tremenda vendetta. In meno di 24 ore il Pdl ha risposto al sindaco Renzi che a Porta a Porta ha decretato il «game over» per Berlusconi. Il partito dell'ex premier si è talmente irritato che ha risposto immediatamente con un segnale forte sul decreto "cultura" al Senato. Dato che un terzo dei fondi (75milioni) vanno a Firenze per portare avanti i lavori per la realizzazione dei Grandi Uffizi (ma anche per dare linfa vitale alla Fondazione Maggio) ha puntato, ieri pomeriggio i piedi in commissione: «Non lo votiamo». Consulto immediato tra Schifani e Enrico Letta: l'intesa è rinviata, ma i bene informati assicurano che il premier non abbia fatto una piega a sentire che bisognava togliere soldi a Renzi, si dice dalla capitale. Sandro Bondi, coordinatore del Pdl era stato del resto molto esplicito: «Constato semplicemente che il governo, nel campo della scuola e della cultura, persevera secondo le antiche abitudini dell'aumento della spesa pubblica ricorrendo a nuove tasse e abbandonando sostanzialmente la strada delle riforme». E via alla bordata a Renzi: «Oltretutto, lo stanziamento di ben 75 milioni di euro a favore delle fondazioni liriche, con un occhio di favore alla città di Matteo Renzi, delinea un approccio statalista e assistenzialista che il governo Berlusconi aveva giustamente ostacolato e scoraggiato a favore di riforme autenticamente liberali e riformiste. Il mio voto, perciò, senza impegnare in nessun modo il mio partito, non potrà essere a favore del decreto sulla cultura e anche sui provvedimenti riguardanti la scuola valuterò scrupolosamente se essi sono compatibili con l'obiettivo di un autentico rinnovamento della scuola italiana». E così il dibattito in Commissione cultura per la Conversione in legge del decreto dell'8 agosto 2013 per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali si è fatto rovente. Il decreto legge riguarda Firenze in maniera determinante: si parla di migliorare l'efficienza organizzativa del polo museali fiorentino«nell'ambito del quale potrebbe essere incluso, ai fini di una maggiore funzionalità, l'Opificio delle pietre dure». L'articolo 5 reca disposizioni urgenti per l'attuazione del progetto Nuovi Uffizi. Piano operativo che è stato a lungo rallentato e che ha bisogno di costanti finanziamenti per arrivare in porto. In particolare, per consentire la prosecuzione dei lavoti volti alla realizzazione del progetto Nuovi Uffizi si propone, nel decreto legge, «di autorizzare una spesa di 8 milioni di euro per 2013 e 2014». Il progetto Grandi Uffizi, approvato nel 2004 ha come finalità il raddoppio della superficie espositiva del più importante museo italiano (dagli attuali 6.l00 metri quadrati a 12.900 metri quadrati), oltre alla creazione di nuove aree di servizio e laboratori (da 5.900 mq a 8.700 mq). IL RISULTATO sarà entusiasmante se si pensa che a lavori utlimati (se mai lo saranno) Firenze ospiterà così il più grande Polo museale d'Europa. Attualmente restano da finanziare lavori per un totale di oltre 50 milioni di euro. «Al fine di non vanificare la possibilità di continuare con l'affidamento all'Ati, esecutrice dei lavori dei Nuovi Uffizi, degli stralci successivi, mediante una procedura negoziata, si legge nella relazione della Commissione cultura, «è dunque indispensabile che vi sia un flusso costante di finanziamenti adeguati a concludere l'intero progetto in tempi congrui». Adesso è saltato tutto, ma se ne riparlerà.