Il progetto alternativo voluto da tutti i catanesi costa solo 78 milioni in più. Tempi previsti: entro il 2026 Pinella Leocata Il «raddoppio ferroviario» progettato da Rete ferroviaria italiana non si farà. Il Comune ha detto un no definitivo. Ipotesi cancellata, per sempre. Il centro storico di Catania è salvo. Ed è salvo il rispetto della volontà dei cittadini e, con questo, la democrazia e i diritti del territorio. La notizia è stata ufficializzata alle 13,30, al termine della conferenza dei servizi convocata ieri in Sala Giunta. Cancellato per sempre il percorso che Rfi voleva imporre alla città, bocciato anche nella «variante» presentata a luglio che lasciava inalterato il percorso nel tratto più critico, quello che dagli Archi della Marina arriva a piazza Federico di Svevia passando per l'area delle Terme dell'Indirizzo. «Una decisione storica per la città», ha scandito il sindaco Enzo Bianco, consapevole di avere accolto la volontà espressa da tutta la città: sovrintendenza, ufficio del piano regolatore, ordini professionali, associazioni, cittadini. Una posizione condivisa da tutte le forze politiche - ha ricordato - e già sostenuta dall'amministrazione Stancanelli. Il sindaco ha riconfermato che «la realizzazione di una rete di trasporto ferroviario veloce tra Messina Catania e Palermo ha un valore strategico per la Sicilia, che Catania è felice che quest'opera si possa realizzare e che darà una mano in tal senso», ma ha sottolineato che «l'ipotesi progettuale su cui avevano lavorato le Ferrovie dello Stato e Rfi è stata definitivamente accantonata», anche nella nuova versione chiamata A1. «L'orientamento definitivo di Catania, pienamente condiviso dalla Regione Siciliana - ha aggiunto - è quello di fare propria la proposta B presentata dalla sovrintendenza e dall'ufficio del piano regolatore, quella che prevede che il doppio binario corra in galleria sotto il porto e attraversi le lave del 1669». Il sindaco elenca le ragioni che hanno portato a questa decisione. 1) Innanzitutto la differenza di costo tra i progetti A1 e B non è enorme, come era stato detto finora, essendo stata quantificata in "soli" 78 milioni, «somma che andrà a cadere sul finanziamento comunitario 2014-2020». 2) L'ipotesi di sovrintendenza e ufficio del piano annulla il rischio archeologico e l'impatto devastante sul patrimonio storico artistico del centro storico. 3) Consente di liberare dalle infastrutture ferroviarie il fronte mare e gli Archi della Marina dove Bianco ribadisce l'intenzione di realizzare una passeggiata attrezzata, la continuazione del futuro parco lineare lungo la costa. 4) Riqualifica il centro storico e ricostruisce tutte le connessioni urbane perdute a seguito dell'intervento attuato nell'Ottocento. 5) Riduce l'inquinamento acustico e le vibrazioni che, soprattutto sul viadotto, avrebbe provocato il passaggio quotidiano di 240 treni a velocità. 6) Riduce il rischio sismico sul viadotto alla Marina «manufatto d'ingegneria formidabile che però ha 150 anni di vita». Fatta la scelta, il sindaco, nel ringraziare il presidente della Regione e l'assessore alle Infrastrutture Nino Bartolotta del loro sostegno, ha assicurato che il Comune di Catania e tutti gli enti coinvolti collaboreranno in vista delle autorizzazioni. La scelta, infatti, dovrà essere ratificata dal Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) e dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), prima di passare alla progettazione definitiva. A questo proposito Bianco ha sottolineato che la tecnologia per scavare le gallerie in zona lavica è più facile e celere di quella utilizzata nelle zone sabbiose e argillose. Circostanza che, a suo avviso, consentirà di recuperare il tempo indispensabile per la nuova progettazione e per le autorizzazioni - che sarebbero state comunque necessarie anche per la variante A1 - e, dunque, di anticipare il completamento dell'opera prima del preventivato 2026. L'assessore Bartolotta si è impegnato, a nome della Regione, ad appoggiare la scelta fatta dalla città e a farla accettare dal Cis e dal Cipe sostenendo tutti i passaggi procedurali. In questa prospettiva ieri è stata decisa la costituzione di un tavolo permanente in cui gli enti interessati, a partire dalla sovrintendenza, s'impegnano a dare un percorso preferenziale agli atti relativi a questo progetto in modo da accelerare i tempi. Bartolotta, inoltre, ha annunciato che la Regione chiederà che parte dei fondi stanziati vadano a funzionalizzare la rete esistente, in particolare il collegamento Messina-Catania, nell'ottica di valorizzare l'aeroporto di Catania il cui declassamento come sito di rilevanza internazionale è stato recuperato proprio basandosi sull'impegno di Regione e Comune a migliorare l'interconnessione tra rete ferroviaria e aeroporto. In questa prospettiva il sindaco Bianco ha assicurato che sarà sciolto al più presto il nodo del collegamento all'aeroporto scegliendo tra due strade possibili: o provvedere alla costruzione di una bretella che colleghi la rete ferroviaria all'aeroporto, o mandare avanti il completamento, già previsto e in parte finanziato, che prevede che la Circumetnea con la metropolitana arrivi a Librino e da lì all'aeroporto, «una vecchia ipotesi progettuale già molto avanti. Inutile farne due». Regione e Comune, poi, sperano di potere utilizzare una parte delle risorse previste per la realizzazione della prima parte di raddoppio ferroviario per accelerare i tempi del collegamento metropolitano della tratta Messina - Acireale - Giarre - Catania assicurando un treno ogni 10 minuti per i collegamenti lungo la costa jonica. Al termine della giornata, Michele Del Principe, responsabile della Direzione programmi e investimenti di Rfi, in una conversazione informale, si augura che in città si smorzi l'ostilità verso Rete ferroviaria italiana. Ma ribadisce che, a suo avviso, il progetto scelto è di difficile attuazione e che la cittadinanza non ha valutato cosa significa convivere per 10 anni con un cantiere che va dalla stazione al porto. Problemi che speriamo di doverci porre, e sapere affrontare e gestire, al più presto. Ci penseremo domani. Oggi, per Catania, è un giorno di festa.