La Lonely Planet ci stronca? Ovvio, non siamo in grado di valorizzare quel che abbiamo, parola degli architetti Alessandro Marri e Luca Perin. La bocciatura della nota guida turistica è arrivata qualche giorno fa. Grosseto? Niente di che, per la Lonely merita "una breve visita" e poco più. E ieri i grossetani, un po' a sorpresa, hanno lasciato da parte il tifo da stadio, quello che ti porta a gridare sempre a favore della tua squadra, e fatto sponda al colosso editoriale: c'è chi ha evidenziato le lacune della città (grazie ad accurati reportage) e chi si è scatenato su Facebook e sul sito internet del Tirreno. Oggi, dopo la reazione della gente arriva anche quella di due autorevoli professionisti, quegli architetti che, insieme alla collega Polito, avevano redatto l'imponente piano di recupero delle Mura medicee approvato dalla Soprintendenza e dal consiglio comunale nel lontano 1994. «Occorre decidere dice Perin - cosa s'intende fare della nostra città. Nel '94 fu approvato, sotto la giunta Valentini, un progetto organico, che andava a togliere tutti i piccoli interventi disgiunti e creava una linea madre ben collegata». Ma non è stato portato a termine e i risultati si sono visti: «Non mettiamo in evidenza neppure il principale monumento che abbiamo. Le Mura potevano farci divenire un vero polo turistico. Invece non ci ha mai creduto nessuno. Nel mondo sbotta Perin c'è gente che porta in giro i turisti a vedere due sassi e invece per noi le Mura sembrano una barriera che dà fastidio. Se si maltratta così un monumento di questa portata figuriamoci il resto». Insomma, Grosseto avrebbe tra le mani una miniera d'oro, ma non la sfrutta: «Le Mura sono un bene economico né conosciuto, né valorizzato. È come avere un palazzo con cento stanze da affittare e utilizzarne solo due. Allora la domanda è sempre la stessa: c'è una visione globale per il futuro della nostra città?». E il collega Marri insiste: «Manca una cultura del progetto, spesso visto solo come un adempimento da compiere o un costo aggiuntivo. Così si passa a scelte estemporanee, come quella dell'infopoint al Cassero: nel progetto redatto da noi era previsto che il punto informazioni turistiche fosse dalle parti di porta Vecchia. Avevamo anche diviso le diverse aree delle Mura inserendo oggetti ottimali, compatibili e non compatibili. Mi pare evidente che l'infopoint al Cassero sarebbe stato tra quelle non compatibili». Poi chiosa: «Lavorare con pochi soldi è difficile. Ma se la soluzione sono annunci e operazioni spot alla fine i quattrini che avevi erano pochi e li hai pure spesi male». (m.b.)