Si apre al museo di Palazzo Pretorio la rassegna sui Maestri del Rinascimento Rivive la fabbrica del Duomo che nel Quattrocento creò opere d'arte memorabili PRATO Il Rinascimento visto da Prato. E' questo il taglio originale della mostra "Da Donatello a Lippi. Officina pratese" inaugurata ieri nei "ritrovati" spazi del museo di Palazzo Pretorio, riaperto dopo dieci anni. Un percorso espositivo affascinante che restituisce, al pubblico e alla città laniera, indiscussi capolavori di Paolo Uccello, Filippo e Filippino Lippi, Botticelli, Zanobi Strozzi e molti altri, riportando alla luce anche lo storico palazzo pratese del centro. Alcune delle opere in mostra arrivano da oltreoceano: New York, Philadelphia, Washington e Melbourne. L'allestimento, accolto da nuovo museo, concepito in stile minimalista, raccoglie su due piani una grande varietà di capolavori tra terracotte, tempere a olio su tavole, candelabri in bronzo e affreschi. La mostra resterà aperta al pubblico da oggi fino al 13 gennaio (biglietti: intero 10 euro; 7 ridotto). Il museo invece, assumerà la sua definitiva configurazione solo nella primavera del 2014, con l'apertura al pubblico della collezione permanente. L'intento dell'ambizioso progetto, che ha visto lavorare in sinergia per mesi non solo l'amministrazione comunale pratese, ma anche numerosi ricercatori dell'Università di Firenze, la Soprintendenza ai Beni artistici di Firenze, Prato e Pistoia, la Regione, la Fondazione Cassa di Risparmio e la Moretti Gallery, è quello di far rivivere lo splendore della fabbrica del Duomo di Prato, intorno a cui nel Quattrocento, presero forma imprese artistiche memorabili. Nelle sette sezioni della mostra, concepite dai curatori Andrea De Marchi e Cristina Gnoni, vengono ripercorse le differenti fasi creative dell'Officina pratese: dal 1428, anno in cui Donatello e Michelozzo furono chiamati a realizzare il pulpito del Duomo, passando per una piccola monografica dedicata al giovane e al più maturo Paolo Uccello e la collaborazione tra Zanobi Strozzi e Domenico di Michelino, fino a Filippo e Filippino Lippi e ai suoi principali allievi: il Maestro della Natività di Castello, da identificare forse con Piero di Lorenzo di Pratese, e Fra Diamante. «Realizzare questa mostra è stata un'impresa non facile- ha commentato il professor Andrea De Marchi, docente di Storia dell'arte Medievale all'Università di Firenze e curatore. Molti pensano a Prato come a una periferia fiorentina, ignorandone il contributo per l'arte e il figurativo rinascimentale. Eppure qui sorgeva tra Trecento e Quattrocento un'officina artistica, un vero laboratorio di produzione e di scambio dove i migliori operavano. In mostra accanto ai capolavori del Lippi, ci sono anche quindici opere di Paolo Uccello, per l'occasione riunite in una suggestiva monografica, una piccola mostra nella mostra». «Abbiamo messo insieme opere dello stesso periodo, ancorate allo straordinario patrimonio della Pieve pratese- ha aggiunto l'altra curatrice, Cristina Gnoni- dal 1428 in poi, riportando a casa capolavori, un tempo ospitati a Prato come l'Assunta di Zanobi Strozzi, che oggi si trova a Dublino ma che originariamente si trovava nel Duomo a Prato e che per l'occasione è stata ricongiunta alla sua predella ». Moltissime le "Madonne con bambino" esposte, ognuna declinata secondo la cifra dei maestri scelti. Il cuore della mostra è senza dubbio la quarta sezione, dedicata a Filippo Lippi, che negli affreschi della cappella Maggiore del Duomo, fra il 1452 e il 1466, raggiunse uno dei suoi esiti più alti. Un primo gruppo di piccole tavole (in arrivo anche da Newark, Washington e Londra) illustra la profonda riflessione dell'artista sul tema del rapporto madrefiglio e si lega perfettamente a un'aggraziata "Madonna col Bambino" di Luca della Robbia. Seguono alcuni eccezionali capolavori della maturità, come la "Natività 'di Annalena" e il "Tondo Bartolini", che dialogano con alcune delle opere pratesi più belle, quali la "Madonna del Ceppo", le "Esequie di San Girolamo" e la "Natività". In occasione della mostra, l'amministrazione comunale ha predisposto anche una serie di aperture serali, laboratori per bambini e un'esposizione al Museo del Tessuto, che aprirà il 23 settembre, dedicata ai tessuti rinascimentali. Per maggiori informazioni consultare il sito www.officinapratese.com.