SANTA MARIA A MONTE "Santa Maria a Monte: un borgo da valorizzare": questo il titolo della conferenza che si è svolta l'altra sera al parco archeologico "La Rocca". Alla presenza di numerosi appassionati di cultura, tra cui il proposto don Marco Pupeschi, il preside dell'istituto comprensivo "Carducci", dottor Fabrizio Nieri, l'archeologo Renato Guerrucci, che ha contribuito a curare l'ultima pubblicazione sulla Rocca, oltre a componenti politici della maggioranza come Lucchesi, Pedone, Pagni e Bertolini, il vicesindaco Manuela Del Grande ha introdotto l'argomento sostenendo la necessità di far conoscere alla popolazione le risorse costituenti il patrimonio storico-artistico del territorio. Partendo dalla Rocca, i cui lavori non sono ancora terminati, l'amministrazione comunale dovrà essere sensibile ed investire sul centro storico, ricorrendo a finanziamenti, in modo da essere rivitalizzato per farlo tornare al suo splendore. «Occorre farlo rivivere ha sottolineato Del Grande in primis dai suoi abitanti, coinvolgere i ragazzi delle scuole ed invogliare i giovani ad aprire attività commerciali, creando loro condizioni favorevoli». Su questa scia di pensiero, si è inserita la dottoressa Silvia Scoditti Palla, che ha affermato l'importanza di individuare il bene culturale, conservarlo ed incrementarne la fruizione. «Il cittadino, che è il primo turista, fruitore del bene culturale, deve essere coinvolto ha detto nell'attività di valorizzazione per evitare uno scollamento con le istituzioni». Il borgo medievale di Santa Maria a Monte ha delle bellezze artistiche notevoli, come la chiesa Collegiata al cui interno si trovano il pergamo della fine del XII secolo di Guidotto, il fonte battesimale del 1468 di Domenico da Ravezzano, il crocifisso ligneo del XIV secolo, scampato ad un incendio e portato in processione, la madonna lignea con il bambino, stuccata e dorata, del 1255. Paolo Morelli ha esordito chiedendosi quale senso potesse avere in quel momento così grave - era l'ora in cui a San Pietro stava iniziando la veglia per la pace - stare a parlare di medioevo a Santa Maria a Monte e quindi ha svolto il suo intervento andando ad individuare nei fatti del passato dei punti di riferimento per la comprensione del presente. Ripercorrendo le tappe salienti della storia del paese, dall'età post-costantiniana, epoca a cui è attribuita la costruzione della pieve di Sant' Ippolito in Anniano, alla conquista fiorentina del XIV secolo, ha sottolineato come nel corso di questi mille anni Santa Maria a Monte abbia vissuto tanti momenti di grande cambiamento quanti ne ha vissuti chi è nato nella seconda metà del Novecento: le migrazioni, l'industrializzazione e la sua crisi, l'incerta nascita dell'Europa: oggi la storia si sta muovendo ad una velocità tale da dare un senso di vertigine, di smarrimento ed anche di sostanziale impotenza a chi come noi vi si trova coinvolto. Ma proprio prendendo spunto dal quadro storico prima tracciato, il professore dello Scientifico di Pontedera ha suggerito alcune vie d'uscita. Prima di tutto "salire sulla rocca", cioè guardare lontano come quel vescovo di Lucca che capì l'importanza che avrebbe acquisito un castello costruito sul colle di Santa Maria. Quindi "costruire per il futuro", cogliendo le opportunità che il presente offre, smettendo di "guardarsi l'ombelico", e di sperare nel ritorno di situazioni ormai irripetibili. E per costruire il futuro è necessaria la cultura, soprattutto la cultura umanistica, come quella che il pievano quattrocentesco Clemente Mazzei mise a disposizione di Santa Maria a Monte. Il parco archeologico della rocca, in cuì si è svolta la serata, rappresenta allora, secondo l'oratore, la sintesi di questo programma: una scommessa sulla cultura in vista del futuro.
SANTA MARIA A MONTE - La Rocca base d'avvio per il rilancio del centro
La conferenza "Santa Maria a Monte: un borgo da valorizzare" si è svolta al parco archeologico "La Rocca" con la presenza di numerosi appassionati di cultura. Il vicesindaco Manuela Del Grande ha introdotto l'argomento sostenendo la necessità di far conoscere alla popolazione le risorse costituenti il patrimonio storico-artistico del territorio. L'amministrazione comunale dovrà essere sensibile ed investire sul centro storico per farlo tornare al suo splendore. La dottoressa Silvia Scoditti Palla ha sottolineato l'importanza di individuare il bene culturale, conservarlo ed incrementarne la fruizione.
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