VADA In occasione del termine della campagna 2013 di scavi nell'area archeologica di San Gaetano a Vada sono stati presentati i lavori svolti illustrando le ultime scoperte venute alla luce solo tre settimane fa. L'area archeologica di Vada è la più importante dopo Populonia: il sito è in continua evoluzione e contiene reperti che vanno dal I al VII decennio d.C. All'incontro erano presenti il sindaco Alessandro Franchi, Lorella Alderighi della Soprintendenza di Firenze, i dirigenti della società Solvay ed Ineos, Vincenzo Brogi dirigente del settore Qualità della vita del Comune di Rosignano, Edina Regoli direttrice del Museo archeologico di Rosignano e Marinella Pasquinucci dell'Università di Pisa. Direttamente coinvolti nel lavoro degli scavi ci sono molti giovani studenti del Liceo Cecioni di Livorno, oltre ad archeologi e ricercatori dell'università di Pisa. Francesca Bulzomì dell'ateneo pisano mostra le ultime scoperte del sito che potrebbero essere parte di una zona artigianale risalente all'Età Flavia, tra il I e il II decennio D.C. Nell'ultima parte dell'area archeologica ancora in esplorazione sono intervenuti con macchinari d'avanguardia studiosi americani e canadesi. Marinella Pasquinucci e Lorella Alderighi spiegano «l'importanza del sito archeologico di Vada e di questa campagna di scavi così florida e piena di sorprese». Edina Regoli del Museo di Rosignano pensa «alla creazione di un polo museale che possa avvalersi delle tecniche digitali per sottolineare l'importanza storica di questo sito». Il sindaco Alessandro Franchi si mostra consapevole dell'importanza del lavoro condiviso tra proprietà Solvay, università di Pisa e amministrazione locale «la campagna di scavi ha instaurato un processo di valorizzazione del territorio. L'area archeologica avanza sempre più e nonostante le difficoltà economiche rimane il sogno di costruire un Parco Archeologico a Vada». Silvia Trovato