A caccia di eventuali infiltrazioni criminali IL "Grande progetto Pompei" è partito da circa un anno. Si lavora a pieno ritmo per i grossi lavori di messa in sicurezza del sito archeologico più visitato al mondo, numerosi i cantieri aperti. Così ieri arriva l'ispezione della Dia, come succede periodicamente per tutti i grandi lavori a cominciare dalla metropolitana di Napoli. La Dia si muove sulla base del decreto emesso dal prefetto Musolino per scongiurare infiltrazioni dei clan sempre in agguato su un territorio a rischio. Nel giro della mattinata controllano due società impegnate nei lavori e venti persone. I riscontri incrociati dei dati scopriranno eventuali situazioni poco chiare. Obiettivo: proteggere il Grande progetto che ha ottenuto dalla Comunità europea il via libera a finanziamenti per centocinque milioni di euro. Ieri il blitz ha riguardato tre delle cinque domus dove, dall'aprile scorso, sono partiti i lavori per complessivi tre milioni 600 mila euro. Si tratta della Casa delle Pareti Rosse (322 mila euro), quella di Sirico (un milione 760 mila euro) e la Casa del Marinaio (un milione e mezzo di euro). A fine blitz arriva l'approvazione della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. «Le operazioni di controllo si legge in una nota sono volte a garantire la massima trasparenza nella realizzazione dei lavori di restauro e a evitare eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, rappresentando un utile strumento di supporto all'applicazione del protocollo di Legalità siglato con la Prefettura».