I turisti lamentano che il percorso è in parte ostruito dalla vegetazione Troppo esiguo il personale a disposizione: uno sta in biglietteria, l'altro si occupa di sicurezza. E la scerbatura e la pulizia non la fa nessuno Cava d'Ispica è sempre stato un fiore all'occhiello dell'offerta turistica modicana (e non soltanto) ma, troppo spesso, è balzata agli onori delle cronache (anche) per la poca cura del luogo. «Quest'anno - raccontano i responsabili -, la stagione è andata molto bene. Il parco è stato visitato da un ottimo numero di persone». Insomma, la presenza di turisti da tutto il mondo, è stata segnalata, con entusiasmo, da chi quel Parco lo "vive" e lo "cura" giornalmente. Purtroppo, però, come troppo spesso accade, è proprio la "cura" del luogo che sembra mancare o, comunque, non essere all'altezza. «Da Parco ARCHEOLOGICo a pericoloso Parco d'erbacce. Il Parco, che è a pagamento, a maggior ragione, dovrebbe essere molto più curato». È questo il commento di alcuni turisti che, alla fine della visita, non mancano di sottolineare le inefficienze presenti. In effetti, ci rendiamo conto che, in prossimità delle "Grotte Cadute", fra le prime segnalate dai percorsi turistici all'ingresso del Parco, si notano delle erbacce incolte che rendono non transitabile il sentiero e che fanno parzialmente da schermo alle meravigliose grotte. Il problema permane per tutto il sentiero che, dalle "Grotte cadute" porta alla "Grotta di Santa Maria" prima ed al "Camposanto", poi. I turisti devono guardarsi intorno nel mettere i piedi fra questo o quell'altro cespuglio, piuttosto che alzare lo sguardo alla meraviglia delle grotte. Per di più, se qualcuno malauguratamente si dovesse far male, cadendo accidentalmente per colpa di tutto questo cumulo di erbe spontanee (che sembrano esser dimenticate, quasi ad omogeneizzarsi col paesaggio), stenterebbe a trovare aiuto, in quanto vi è pochissimo personale a disposizione. Un addetto (e quindi fermo) alla biglietteria ed un altro costretto a sobbarcarsi l'onere della sicurezza di tutto il grande Parco ARCHEOLOGICo di Cava d'Ispica, non potendo seguire, quindi, tutti i gruppi in visita. «Servirebbe una costante opera di scerba tura e pulizia - sottolinea Guglielmo, da Modena -. Più volte sono venuto a visitare questo autentico gioiello, ma l'ho sempre trovato in condizioni indegne al luogo. Mi sembra ci sia, inoltre, un problema di sicurezza». Il Parco di Cava d'Ispica ha sempre avuto di questi problemi; è una storia che, amaramente, si ripete con tutte le amministrazioni che si sono susseguite. Anzi, ad onor del vero, va sottolineato come la giunta Abbate abbia cercato, poco dopo l'insediamento, di rendere accettabile il luogo. È proprio dall'attuale primo cittadino, che ci si aspetta molto. In passato, infatti, il sindaco ha fatto del decoro del Parco, un cavallo di battaglia. P. B. 10092013
SICILIA - Cava d'Ispica, parco a pagamento pieno d'erbacce
Il Parco ARCHEOLOGICo di Cava d'Ispica è stato visitato da un ottimo numero di persone questa stagione, ma i turisti lamentano che il percorso è in parte ostruito dalla vegetazione troppo esigua. Il personale a disposizione è limitato, con solo uno addetto alla biglietteria e un altro che si occupa della sicurezza. La scerbatura e la pulizia non vengono curate. I turisti devono navigare fra erbacce per raggiungere le grotte e il Camposanto, e se si fa male, potrebbe avere difficoltà a trovare aiuto. Un visitatore sottolinea che il problema di sicurezza è un problema vecchio, che si ripete con ogni amministrazione.
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