Realmonte. Gli ispettori della Regione in Municipio per acquisire la documentazione, la richiesta di altrettanti documenti avanzata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, un tamtam mediatico e popolare contro un presunto nuovo ecomostro, in possesso però di tutti i nulla osta. Come se sul Borgo della Scala dei Turchi non mancassero iniziative tese a stabilire la reale portata della vicenda - ed eventuali «anomalie» - ecco che anche Legambiente si muove. Gli esponenti del Circolo Rabat e il responsabile regionale Domenico Fontana hanno inviato alla Procura della Repubblica una loro segnalazione, chiedendo alla Soprintendenza e al Comune di Realmonte la sospensione in autotutela di tutti gli atto concessori e autorizzativi rilasciati nel 2008 ai promotori del residence. «Oggi lo stop al "consumo di suolo" è diventata una di quelle più importanti a livello europeo e anche in Italia, grazie alla campagne del mondo ambientalista, negli ultimi anni sta crescendo esponenzialmente. È questo l'ambito in cui si deve verificare l'opportunità di continuare a costruire lungo le nostre coste. Va fatta una valutazione dei costi e dei benefici e ne va misurato l'interesse collettivo. Prescindendo dalla sua legittimità, la lottizzazione di Realmonte può essere vista come una tra le tante che sacrificano la qualità paesaggistica di alcuni territori costieri per sviluppare investimenti finanziari che producono per poco tempo una quantità poco più che irrilevante di ricchezza economica. Produrrà solo investimenti finalizzati alla costruzione di seconde e terze case, che si trasformeranno in costi (per garantire i servizi) e nessun profitto per la comunità. Diversamente - scrive Legambiente - potremmo considerare la realizzazione di strutture turistico-ricettive che, sempre verificando preventivamente la loro reale compatibilità ambientale e paesaggistica (e quindi evitando i grandi complessi in aree di particolare pregio naturalistico), producono una ricchezza diffusa perché coinvolgono una filiera produttiva più articolata, da quelle edile a quella turistica. La battaglia per la tutela del paesaggio non può non tenere conto di ciò. Auspichiamo che il movimento di opinione che si sta formando per contrastare la realizzazione del c. d. "Borgo della Scala dei Turchi" non si limiti ad indignarsi solo in questo caso, visto che è purtroppo uno dei tanti, ma cominci ad interrogarsi sulle ragioni profonde di quello che avviene da decenni in tutto il nostro territorio, per condividere una battaglia finora combattuta in totale solitudine dalla Legambiente, anche quando si trattava di contrastare clamorose lottizzazioni abusive poi conclamate da numerose sentenze penali e amministrative». 12092013