L'obiettivo del Comune è quello di sfruttare il 30 degli introiti dei biglietti di ingresso al parco della Neapolis, ma non solo. Nel dibattito sulla gestione del patrimonio Unesco e sul riconoscimento da sfruttare, interviene l'assessore Alessio Lo Giudice che - per la prima volta - si occupa di una delega ad hoc: Unesco, appunto. «È vero quanto dice il professor Bondin - commenta Lo Giudice -: l'Unesco da solo non basta. E poco è stato fatto per meglio valorizzare il patrimonio insignito di questo riconoscimento. Innanzitutto occorre partire da una concertazione che sinora è mancata e mi riferisco anche al piano di gestione per la cui nuova applicazione abbiamo già avviato contatti informali con la Soprintendenza per una pianificazione nuova, corretta che tenga conto del Piano paesaggistico, del Piano regolatore e, nel caso dell'isolotto, del Piano di Ortigia. Altrimenti programmare interventi di tutela e valorizzazione sarebbe impossibile». Lo Giudice evidenzia un concetto chiave, tanto semplice quanto poco rispettato sinora: la valorizzazione di un sito passa dalla sua fruizione. «Occorre rendere accessibile un sito dal punto di vista turistico - dice l'assessore comunale - e in quest'ottica intendo utilizzare il 30 dei biglietti di accesso alla Neapolis rivedendo la convenzione siglata dal Comune con il Parco archeologico. E ampliandola ancora». L'idea è quella di firmare una convenzione anche con il museo archeologico regionale «Paolo Orsi» e la galleria di Palazzo Bellomo: ciò per assicurare servizi oggi inesistenti attraverso questa parte degli introiti. «Ovvero per attivare un servizio di bus da Ortigia alla Neapolis - aggiunge Alessio Lo Giudice - e colmare così una vacatio annosa. Collegare i siti della città significa offrire ai turisti la possibilità di visitarli meglio. E in questo stesso contesto occorre inserire anche il castello Eurialo sinora fuori dai circuiti turistici nonostante la sua valenza storica e paesaggistica eccezionale». Il 30 dei biglietti potrebbe essere usato dal Comune per assicurare interventi oggi assenti come la pulizia dei siti minori: l'area di via dei Mergulensi, la porta urbica di via XX Settembre, il santuario di piazza della Vittoria, per esempio. E ancora la sistemazione della segnaletica, le legende ricostruttive e i cartelli turistici oggi carenti. «Per questo stiamo dialogando con la Regione al fine di sbloccare i 400 mila euro del 2011 - dice Lo Giudice - relativi al parco della Neapolis ancora congelati per ragioni burocratiche». Un lavoro che fa rima con quello avviato dalla giunta del sindaco Garozzo per la corsa alla candidatura «Capitale europea della cultura» che vede insieme Siracusa e altri Comuni interessati al progetto. «Anche se non dovessimo vincere il riconoscimento - dice Lo Giudice - sarà fondamentale tutto il lavoro che stiamo svolgendo e che svolgeremo ancora proprio in termini di promozione del territorio et similia. A prescindere dall'esito, siamo in campo per una ricognizione dei beni culturali al fine di una loro corretta fruizione, e valorizzazione, che è alla base del turismo. Occorre lavorare, per la prima volta, a una politica culturale che veda insieme l'intero territorio secondo quella sinergia d'intenti che è a fondamento del riconoscimento Unesco». i. d. b. 12092013
SICILIA - Beni culturali, al via la rivoluzione. Il Comune si riappropria dei suoi siti
Il Comune di Siracusa vuole sfruttare il 30% degli introiti dei biglietti di ingresso al parco della Neapolis per finanziare interventi di valorizzazione del patrimonio Unesco. L'assessore Alessio Lo Giudice sostiene che l'Unesco da solo non basta e che è necessario una concertazione per pianificare interventi di tutela e valorizzazione. Lo Giudice propone di firmare una convenzione con il Parco archeologico, il museo archeologico regionale e la galleria di Palazzo Bellomo per offrire servizi di trasporto e migliorare la fruizione dei siti. Il Comune vuole anche utilizzare il 30% degli introiti per finanziare interventi di pulizia e sistemazione dei siti minori.
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