La struttura sarà costruita dieci metri più indietro Terrazza e piazza a mare, gli spazi sulla spiaggia Una Città della Scienza affacciata sul mare, così come era prima dell'incendio. Ma dieci metri più indietro. Con una nuova terrazza, un camminamento e una piazza per accedere alla spiaggia pubblica che il Comune di Napoli intende realizzare. Dunque, l'intesa c'è. «Con il sindaco De Magistris», spiega Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione Idis, «abbiamo trovato un accordo di massima su questa soluzione, rinunciando a ricostruire una parte di Città della Scienza». Se ne è parlato ieri a Coroglio durante una conferenza stampa dal forte valore simbolico, a sei mesi esatti dal rogo che distrusse quasi integralmente lo Science Center, con la sua area di 14 mila metri quadrati. FUTURO REMOTO SI FARA' - Nonostante le difficoltà, si disegnano progetti per i prossimi mesi e si guarda avanti. «Futuro remoto», ad esempio, si farà anche nel 2013, e si farà proprio sul versante mare, quello che è in gran parte bruciato nel marzo scorso. La manifestazione, quest'anno dedicata al «cervello», si terrà nei 2.500 metri quadrati (più cinquemila all'aperto) non distrutti dal fuoco. Ma già prima di «Futuro remoto» ci saranno altre iniziative di valore, come «La notte dei ricercatori», che ogni anno coinvolge migliaia di istituzioni europee per diffondere la cultura scientifica (27 settembre). E ancora, il 29 ottobre arriverà a Bagnoli il ministro della ricerca Maria Chiara Carrozza per la giornata informativa del Consiglio europeo della ricerca. Ma non ci sono solo i programmi culturali. Nel futuro immediato di Città della Scienza c'è, ad ottobre, l'apertura del bando di gara internazionale per spazi e servizi. In pratica, se il corpo di fabbrica dovrebbe essere ricostruito uguale all'originale, gli interni e l'organizzazione dei servizi saranno rifatti secondo nuovi criteri. Il rogo che distrusse Città della Scienza Il rogo che distrusse Città della Scienza 26-30 MILIONI - Ma quanto costerà e quanti soldi ci sono a disposizione per la rinascita del centro? «Per la ricostruzione», risponde Silvestrini, «servono dai 26 ai 30 milioni. Abbiamo l'impegno del ministro Trigilia per 15 milioni da risorse europee, ma stiamo lavorando perché si arrivi a 20. Dobbiamo fare lo stesso miracolo fatto in fase di costruzione, ma ce la faremo anche grazie all'aiuto delle banche a cominciare dalla Banca Europea degli Investimenti che ha promesso di finanziarci almeno fino a dieci milioni, con un tasso molto basso che spalmeremo su vent'anni». I problemi attuali sono snocciolati da Enzo Lipardi, consigliere delegato: «Da un budget previsto di dieci milioni di euro siamo scesi a sette, contando i mancati introiti della biglietteria dopo l'incendio e il taglio del contributo della Regione Campania che, però ci ha aiutato molto in questi mesi con la cassa integrazione che attualmente coinvolge circa la metà dei nostri settanta dipendenti». Lipardi ricorda poi che «finora sono giunti solo i cinque milioni stanziati dall'allora ministro Passera e destinati alla messa in sicurezza dell'area interessata dall'incendio, che dovrebbe partire a breve a cura del provveditorato alle opere pubbliche della Campania. Lavoriamo alla ricostruzione, ma speriamo che al più presto ci dicano chi ha bruciato Città della Scienza e soprattutto perché: è fondamentale che una pagina nera della città diventi più chiara». Ma quando inizieranno concretamente i lavori? «Questo non lo sappiamo ancora» taglia corto Lipardi. Ed in effetti una data certa ancora non è fissata, non solo per motivi economici, ma anche perché la questione sull'area interessata alla ricostruzione è aperta. Lo conferma Carlo Iannello, consigliere comunale di Ricostruzione democratica e uno dei più fieri sostenitori del ripristino della linea di costa, come prevede il vincolo paesistico del '99. «Ci sono una legge dello Stato e un vincolo del ministero, che ha un contenuto dinamico e impone la distruzione dei manufatti che insistono su via Coroglio». Come dire, la Città della Scienza, alla luce delle ultime normative, non può risorgere nello stesso luogo in cui era. Quale che debba essere la sede, però, si spera che non diventi l'ennesima incompiuta di Bagnoli. Mirella Armiero
CAMPANIA - Ecco come cambierà Città della Scienza
Il Comune di Napoli ha trovato un accordo con la Fondazione Idis per ricostruire Città della Scienza, una struttura distrutta dall'incendio nel marzo scorso. La nuova struttura sarà costruita dieci metri più indietro dalla linea di costa e sarà dotata di una nuova terrazza, un camminamento e una piazza per accedere alla spiaggia pubblica. La ricostruzione richiederà 26-30 milioni di euro, di cui 15 milioni provenienti da risorse europee. Il progetto prevede la realizzazione di nuovi spazi e servizi, e si spera che la nuova struttura sia completata entro il prossimo anno.
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