Comincia, con qualche affanno, l'iter del Piano paesaggistico regionale, su cui l'opposizione ha aperto un fuoco di fila per la tempistica (approvato a fine luglio dalla giunta e pubblicato sul Burp il 6 agosto, concede un mese di tempo ai Comuni per le loro controdeduzioni), ma anche il Pd ha fatto sentire la sua voce. Oggi i Democratici spiegheranno in conferenza stampa il punto di vista su questo e sugli altri provvedimenti che occuperanno il calendario del consiglio regionale alla ripresa dalla pausa estiva. Ma intanto, sul Pptr, l'ufficio di presidenza guidato da Onofrio Introna ha deciso di prendere tempo, sgomberando il campo dai dubbi che ai sindaci non fosse concesso - causa la pausa estiva - sollevare obiezioni e, tramite i consiglieri, trasformarle in emendamenti da portare al voto dell'Aula consiliare. Giovedì 5 settembre, è previsto un incontro in consiglio regionale con il partenariato sociale. Seguiranno, quindi, gli appuntamenti territoriali: il 10 settembre a Foggia, il 12 a Bari e il 17 a Lecce. Solo «al termine» di questi incontri, la commissione si esprimerà per trasmettere la norma all'Aula. Il clima sul Piano, predisposto dall'assessore al Territorio Ange - la Barbanente, non è però dei più sereni. Nel Pd le voci scettiche (Fabiano Amati in testa) si sono già fatte sentire, con l'appello ai sindaci amobilitarsi per un confronto sulle misure. E dalla minoranza arrivano vere e proprie bordate, sia sul merito che sul metodo seguito dal governo Vendola. «Introna mi avrebbe avuto al suo fianco - attacca subito il capogruppo Pdl Ignazio Zullo - se l'intenso programma di confronti fosse stato avviato dall'assessore Barbanente prima dell'adozione del Piano in Giunta e non quando, ormai, sono scattate le norme di salvaguardia». Non solo tecnici, operatori del settore e diversi sindaci hanno già riscontrato «gravi e numerose incongruenze del Piano rispetto alla conformazione del territorio» ma la norma, secondo Zullo, così come è stata congegnata risulta «poco accessibile, poco partecipata, per nulla spiegata». Ed è per questo che «il Piano va revocato e ri-assoggettato all'iter previsto dalla L.R. 202009. Altre scorciatoie riparatrici sono impossibilitate ». Da un primo esame del documento - entra nel merito Andrea Caroppo (Ppdt) - si evidenziano effetti devastanti per quel che resta dell'economia pugliese». Al primo punto Caroppo mette la «perdita immotivata della vocazione edificatoria eo industriale di molte aree, pur già tipizzate da strumenti urbanistici vigenti e approvati dalla stessa Regione a seguito di approfondita Valutazione Ambientale Strategica (VAS)». Al secondo punto, per Caroppo, c'è l'assurdità di individuare «boschi in aree urbane e giardini privati ed aziendali anche di limitatissime dimensioni». E ancora: «il Piano individua aree a pascolo in aree urbane e giardini privati e comunque ove il pascolo non è nemmeno ipotizzabile», nel mentre vengono posti «vincoli sproporzionati rispetto al valore paesaggistico da tutelare, in aree che divengono del tutto inedificabili anche se ubicate in zone industriali o urbane». Perfino lo studio fotometrico su cui sarebbe stato concepito il Piano risulterebbe datato (anno 2006) e «non più attuale né corrispondente alla realtà dei luoghi», basandosi, così, su una «fotointerpretazione » errata della cartografia a larga scala. Infine, per Caroppo «il Piano individua "zone filtro" basate su semplici fattori di distanza dal bene da tutelare, senza tener conto delle reali situazioni locali imponendo anche lì vincoli spropositati». Alla luce di tutte queste incongruenze, per il centrodestra non è sufficiente prorogare i termini per la presentazione di osservazioni, occorre «revocare i provvedimenti». Allarga la platea di discussione l'Udc: non solo i sindaci, dice il capogruppo Salvatore Negro, «occorre favorire prima di tutto il cittadino e avviare un percorso che porti ad una effettiva partecipazione nella tutela del paesaggio e nello sviluppo del territorio». Bisogna «organizzare delle riunioni per aree omogenee tra Comuni con termini che mettano in condizione tutti i cittadini di venire a conoscenza dei contenuti del piano».