A Milano 22 progetti già cancellati e altri sette rinviati. L'assessore De Cesaris: "La gente non compra i box. Le necessità della città sono cambiate, adesso toccherà a noi capirle" La crisi economica, la quasi certezza dei tempi lunghissimi di realizzazione, la paura di extracosti non sostenibili. Diversi motivi, tutti legati tra loro, ma con un unico risultato: sono sempre più i posti auto nei parcheggi sotterranei che restano invenduti. I concessionari sono preoccupati, così il Comune, che anche di questo terrà conto nella stesura del prossimo, atteso Piano urbano dei parcheggi, quello che dovrà sostituire il contestatissimo e, via via, decimato piano Albertini. «La gente non compra i box. E non parliamo di contratti da 60mila euro, ma da 12mila: le necessità della città sono cambiate, si tratta di capirle e di individuare nuove localizzazioni o recuperare quelle di progetti non compiuti»: questo ha spiegato l'assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, ai consiglieri riuniti in commissione. Sono sette i parcheggi che in questo momento hanno grandi difficoltà nella vendita dei posti: uno in zona 3 (Bazzini), quattro in zona 4 (Cascina Bianca, Facchinetti, Montevelino, Maffei), tre in zona 7 (Valsesia est e ovest e Lucerna). Alcuni di questi sono appena stati ultimati o hanno i cantieri in dirittura d'arrivo: ma la richiesta è bassissima, e spaventa gli operatori. La questione parcheggi, del resto, è una rosa di spine, per l'amministrazione: le giunte precedenti ne avevano lasciati 120 da realizzare dei 268 decisi quasi trent'anni fa, ancor prima del piano Albertini, e di mese in mese, sotto la regia dell'avvocatura comunale, si stanno eliminando quelli non realizzabili perché la localizzazione era sbagliata, perché non c'erano i permessi della sovrintendenza, perché i residenti del quartiere non li volevano. Per altri parcheggi, invece, tutto è rimandato al dopo Expo, per evitare che troppi cantieri paralizzino la città in quei sei mesi di manifestazione: questo vuol dire, nei fatti, che la loro realizzazione o la loro cancellazione sarà decisa dal prossimo Pup (il Piano urbano dei parcheggi) che, promette De Cesaris, sarà pronto entro la fine del 2014 e terrà conto del dialogo con la città. «Parleremo con tutte le parti politiche, con i cittadini, con le associazioni per rivedere la necessità di posti auto», assicura la vicesindaco. Restano le polemiche per quei parcheggi che i comitati cittadini speravano di bloccare e che invece saranno realizzati, perché non era possibile sostiene l'amministrazione cancellarli senza pagare penali impensabili per le casse in rosso del Comune. Non c'è solo il caso Sant'Ambrogio: protestano anche i residenti di piazza Bernini, mentre in largo Rio de Janeiro, una delle ferite più profonde degli ultimi anni, si è ottenuta almeno una piccola vittoria, con la rassicurazione che il cedro del Libano che rischiava di dover essere tagliato per i lavori del cantiere a breve, salvo sorprese, dovrebbero partire le ruspe qui, in via Primaticcio, via Celio e in piazza Risorgimento resterà invece al suo posto. (11 settembre 2013)
MILANO - Il Comune taglia i box sotterranei: sul piano parcheggi è effetto crisi
A Milano, 22 progetti di parcheggi sono stati cancellati o rinviati. L'assessore all'Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris, ha spiegato che la gente non compra i box e che le necessità della città sono cambiate. La crisi economica e la paura di costi non sostenibili hanno contribuito a ridurre la domanda di parcheggi. I concessionari sono preoccupati, mentre il Comune terrà conto di questo nella stesura del prossimo Piano urbano dei parcheggi. Sette parcheggi hanno grandi difficoltà nella vendita dei posti, tra cui alcuni che sono appena stati ultimati o hanno i cantieri in dirittura d'arrivo.
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