Difficile immaginare un modo migliore di spendere 5 euro: Salviamo il paesaggio ("Altreconomia", ora in una nuova edizione) è davvero quel che promette il sottotitolo, un Manuale per cittadini e comitati che insegna "Come difendere il nostro territorio da cemento e grandi opere inutili". L'autore, Luca Martinelli, è un giornalista economico tanto originale da pensare che"economia" abbia ancora a che fare con il suo etimo, e che dunque possa ancora alludere alle norme che governano la nostra casa, cioè il nostro territorio. Martinelli, anzi, è ancora più originale: pensa che un giornalista economico non debba compitare veline di associazioni industriali o grandi banche, ma possa anche fare vere inchieste: per esempio sulle cause, i numeri, i mandanti e "le conseguenze del cemento" (quest'ultimo è il titolo di un altro suo libro, e del suo blog su www.altreconomia.it ). Dopo l'introduzione di Carlin Petrini (che battezza il libro come "uno strumento indispensabile per orientare la nostra azione"), Martinelli si rivolge a un lettore plurale: comitati, associazioni, rete, cittadinanza attiva. Ed ecco allinearsi i capitoli-mappe: "La resistenza: organizzarsi per salvare il paesaggio", "L'accesso agli atti: sapere per agire", "I comitati locali: cassette per gli attrezzi ", e quindi il "Dizionario per resistere al cemento: 10 parole chiave". Queste parole (Mappare, Informare, Riutilizzare, Simboleggiare , Manifestare, Ripensare, Tutelare, Giustapporre, Presidiare, Aggregare, Partecipare) sono altrettanti ritratti di gruppo di comitati, gruppi, circoli. Un'altra Italia: molto vicina alla Costituzione, molto lontana dai media. Leggendo "Salviamo il Paesaggio!" (che sarebbe bello vedere in vendita negli autogrill del suo bersaglio preferito, le autostrade), e ancor più conoscendone le inchieste di Martinelli su "Altreconomia", viene da pensare che se la stampa quotidiana e i telegiornali avessero l'intelligenza e l'umiltà di rilanciarne le scoperte, il popolo dei comitati potrebbe perfino scoprire di essere l'unico vero "partito" che potrebbe cambiare l'Italia. Ma bisogna sbrigarsi: come scrive Martinelli in apertura di libro, "Se fosse un videogame, sullo schermo sarebbe già comparsa la scritta game over".