Pompei. «Operazione trasparenza» della Soprintendenza archeologica di Pompei. Resi noti tutti gli incarichi e le consulenze assegnati negli ultimi tre anni. L'andamento decrescente della spesa sembra dimostrare la tendenza alla «spending review» dell'ente di Villa dei Misteri, soprattutto dopo la «stretta» richiesta negli anni scorsi dal Governo Monti. Se nel 2011 (primo anno disponibile), infatti, la spesa per i collaboratori esterni (per lo più tecnici) è arrivata a quota 183.815 euro, nell'anno successivo si è fermata a 136.539 euro. Nell'anno in corso, invece, la spesa è appena a quota 50.795 euro, anche se i dati forniti sinora dalla Soprintendenza archeologica di Pompei sono aggiornati fino agli incarichi conferiti lo scorso maggio. I dati sono stati pubblicati secondo quanto dispone il Decreto Legislativo n. 1502009 che obbliga la Pubblica Amministrazione ad operare in piena trasparenza, consentendo l'accesso totale alle informazioni, rendendo pertanto facilmente reperibili per i cittadini e gli utenti i dati e le informazioni che riguardano i diversi aspetti dell'attività amministrativa e istituzionale. Attività che ne 2011 si è avvalsa di collaborazione esterne per oltre 180.000 euro, anche se va tenuto conto delle dimensioni enormi della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei e le spese sostenute si riferiscono ai cinque siti archeologici vesuviani, nei quali, ovviamente, Pompei ed Ercolano fanno la parte del leone. Tra gli incarichi affidati nel 2011 (alcuni dei rapporti sono in essere ancora adesso) c'è anche quello per la prestazione d'opera professionale dell'incarico al responsabile della gestione rischio amianto (9.800 euro), poi ci sono gli incarichi relativi alla valutazione del rischio strutturale per le Regio II, IV, V, VIII di Pompei (8.000 euro), incarichi professionali relativi al coordinamento dei lavori di messa in sicurezza di altri punti degli scavi di Pompei (18.900 euro complessivi), interventi per la rimozione dei crolli e la messa in sicurezza della Casa dei Gladiatori (13.300 euro), studi e indagini per il rischio idrogeologico dell'area archeologica (22.704 euro). Nel 2012 invece, le spese più rilevanti tra gli incarichi e le consulenze (complessivamente diminuite quasi del 25 rispetto all'anno precedente) pari complessivamente a circa 75.000 euro sono andate a professionisti per incarichi relativi a interventi di messa in sicurezza, manutenzione e restauro di beni archeologici, e altri 11.200 per la verifica statica di strutture antiche. Per la progettazione esecutiva dell'impianto idrico antincendio dell'Antiquarium degli Scavi di Pompei sono stati spesi, invece, 16.400 euro. Altri 14.000 euro sono stati dedicati alla manutenzione dell'Antiquarium di Boscoreale, 16.100 euro, invece, per consulenze sulla manutenzione delle coperture degli edifici antichi di Ercolano; altri 8.200 euro per lo scavo di una villa a Terzigno. Ridotte, invece, le spese per incarichi e consulenze nell'anno in corso. Sulla riduzione della spesa, oltre alle direttive della «spending review» ha probabilmente inciso l'avvio del Grande Progetto Pompei e l'arrivo a Pompei di funzionari e tecnici per l'espletamento delle pratiche. Poco meno di 40.000 euro sono stati impegnati per il Progetto esecutivo per opere edili e adeguamento normativo degli impianti all'interno dell'Antiquarium per l'allocazione del laboratorio didattico sugli antichi scheletri di Ercolano, altri 6.800 euro per l'ggiornamento della carta del rischio strutturale e l'elaborazione di schede pannellature divulgative; 3.500 per assistenza al programma contabile e quasi 600 euro per analisi sui reflui degli uffici. (ro.ma.)
Scavi di Pompei: ecco le consulenze d'oro
La Soprintendenza archeologica di Pompei ha pubblicato i dati relativi agli incarichi e le consulenze assegnati negli ultimi tre anni. La spesa per i collaboratori esterni è diminuita significativamente, passando da 183.815 euro nel 2011 a 50.795 euro nell'anno in corso. Le spese per gli incarichi e le consulenze sono state ridotte del 25% rispetto all'anno precedente. I dati sono stati pubblicati in piena trasparenza, come previsto dal Decreto Legislativo n. 1502009.
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