I vigili urbani, su provvedimento dell'autorità giudiziaria, hanno posto sotto sequestro cautelativo le tre «botteghe» realizzate sotto gli Archi della Marina, all'altezza di Palazzo Biscari. Si tratta di un «negozio» di frutta e verdura, di un fioraio e di un antiquario. Eppure, come hanno rilevato i diretti interessati, protestando, si tratta delle sole tre attività non abusive della zona. Cos'è successo? La questione è complessa. Impossibile, in questa fase investigativa in cui vige il segreto istruttorio, sapere esattamente cosa la magistratura contesta ai tre titolari di queste strutture realizzate in ferro e vetro. Ma se è stato disposto un provvedimento cautelativo significa che le «botteghe» in questione sono prive di qualcuna delle autorizzazioni necessarie che potrebbero essere quelle attinenti al suolo pubblico, alla concessione edilizia o altro. La direzione architettonica della sovrintendenza, per parte sua, sostiene di non avere mai autorizzato la realizzazione di alcuna di queste strutture e che, qualora qualcuno ne avanzasse richiesta, darebbe parere negativo. La sezione paesaggistica ricorda di avere autorizzato, dopo un iter complesso, soltanto la struttura del fioraio, e la sovrintendenza sottolinea che, nel passato, proprio in quella zona, è stata disposta la demolizione di un chiosco che adesso sarà realizzato dal vincitore di una gara indetta dall'Autorità portuale. Insomma le idee sono poche e confuse, anche perché - come rileva l'arch. Vera Greco - se la sovrintendenza chiede conto al privato delle autorizzazioni del Comune nessuno le risponde, anzi commette un abuso di potere dovendosi limitare a esprimere il proprio parere sul fronte architettonico e paesaggistico. Né è invalsa l'unica prassi che eviterebbe disfunzioni, equivoci e danni, quella di convocare periodicamente, ma abitualmente, le conferenze di servizio tra tutti gli enti coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni. E sembra che, anche in questo caso, sia proprio questo il problema. L'Autorità portuale difende i tre operatori sottolineando che sono gli unici ad avere regolare concessione e a pagare il demanio pubblico. Le botteghe del fioraio e del fruttivendolo - ricorda - ci sono da venti anni e l'antiquario ha fatto domanda qualche anno. L' avv. Davide Romano, legale dell'ente, parte dalla premessa che il viadotto e il suolo sotto gli Archi della Marina sono di proprietà dell'Autorità Portuale, «come si evince dagli atti catastali, tant'è che la Ferrovia, per quel tratto, paga la concessione». E aggiunge. «Se esiste un titolo concessorio dell'Autorità portuale significa che il suolo è di sua proprietà perché non rilascia autorizzazioni che non le competono». Per quanto riguarda il caso specifico, l'avv. Romano assicura che sono stati rilasciate regolari concessioni che, a loro volta, presuppongono i pareri favorevoli della Sovrintendenza e del Comune. Se si è posto un problema - spiega - è perché la passata amministrazione ha fatto una regolamentazione delle attività commerciali della zona, prevedendo un massimo di occupazione di suolo pubblico, senza tenere conto delle strutture preesistenti, come invece avrebbe dovuto fare. «E' singolare che in una città dove ci sono migliaia di abusivi, e tanti sono proprio in quella zona, vengano perseguiti gli unici che si sono messi in regola. Circa 8 anni fa, data la collocazione in centro storico, fui io a proporre di trasformare le baracche di fiori e verdura in strutture in vetro e ferro. Gli operatori presentarono i progetti e fu realizzato quello scelto dalla sovrintendenza. Poco dopo il Comune chiese che le strutture fossero smontate e ricostruite sotto gli Archi. E così hanno fatto. Se adesso rileva che c'è un problema perché non ce lo ha segnalato chiedono di rivedere il progetto? Evidentemente c'è stato un problema di comunicazione, ma sono convinto che bisogna trovare un accordo per rendere compatibile la salvaguardia delle norme e quella delle attività, tanto più in questo periodo di grave crisi economica. In questa prospettiva martedì prossimo porterò all'assessorato alle Attività produttive tutta la documentazione relativa al caso in modo da trovare una soluzione». Documentazione che l'assessora Angela Mazzola - che dice di non sapere nulla della vicenda - aspetta di vedere e studiare prima di fare una propria valutazione e prendere le conseguenti decisioni. 08092013
SICILIA - Sequestrate tre botteghe autorizzate
I vigili urbani hanno posto sotto sequestro cautelativo tre botteghe realizzate sotto gli Archi della Marina, a Palazzo Biscari. Si tratta di un negozio di frutta e verdura, di un fioraio e di un antiquario. Le autorità giudiziarie hanno disposto il provvedimento senza rivelare cosa contestino ai titolari delle botteghe. La direzione architettonica della sovrintendenza sostiene di non aver autorizzato la realizzazione delle strutture, mentre la sezione paesaggistica ha autorizzato la struttura del fioraio. L'Autorità portuale difende i tre operatori sottolineando che sono gli unici ad avere regolare concessione e a pagare il demanio pubblico. L'avv.
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