Li chiamano piccoli musei. Non sono contenitori di grandi eventi e spesso vanno avanti solo grazie al volontariato di studenti e associazioni. In Puglia ci sono numerose piccole realtà, spesso appartate rispetto ai canonici percorsi. Giancarlo Dall'Ara, presidente dell'APM, l'associazione nazionale dei piccoli musei piccolimusei.com), è convinto che «in Italia questa categoria sia pari al 90 del patrimonio museale del paese. L'idea dominante è che il piccolo museo sia qualcosa che deve crescere, non un soggetto compiuto meritevole di normative adeguate. Perciò se non fosse per il rapporto con la comunità locale, sarebbe abbandonato a se stesso». Epigrafi, statue di età romana e ceramiche medievali: dal museo archeologico di Lucera (info: 800.76.76.06) potrebbe partire un tour tra le piccole realtà di Puglia. Una tappa essenziale è poi Bovino, con la sua raccolta di reperti che vanno dal Neolitico al Medioevo, tra cui asce e lucerne (info: 088.19.66.710). Proseguendo verso sud si rilevano altre curiosità: nel cuore di Andria c'è un vero e proprio luogo delle delizie, il museo Mucci, dedicato alla storica confetteria fondata nel 1894 (confettimucci.it). Un museo aziendale quindi, che in Puglia a parte pochi altri casi, come quello della tipografia Martano di Lecce è un ambito della museografia inspiegabilmente ignorato. Ci sono anche i luoghi legati al sacro, dal museo della basilica di Monte Sant'Angelo alla sinagoga-museo di Trani. Vi sono poi le collezioni private musealizzate è il caso del museo archeologico Jatta di Ruvo di Puglia e del museo Cavoti a Galatina e le abitazioni dei collezionisti, come quella di Alfredo Calabrese, che nella sua stupefacente wunderkammer di Campi Salentina conserva opere d'arte di diverse epoche. Non mancano i luoghi della curiosità: a Tuglie, non lontano da Gallipoli, vi è il museo della radio (museoradiotuglie.it), nato dalla passione di Salvatore Micali, che ha documentato l'evoluzione tecnico-scientifica di questo strumento. E i luoghi che vigilano sulla memoria artigianale e contadina, come il museo del giunco ad Acquarica del Capo (info: 0833.72.11.06) e il museo dell'olio di Alberobello (info at museodellolio.net). Si tratta, nella maggior parte dei casi, di realtà disgiunte dal fermento turistico che sta investendo la nostra regione. I finanziamenti del recente bando sui musei promosso dalla regione Puglia lasciano però sperare in un risveglio, così come una serie di iniziative volte alla loro messa in rete: rientra in questa mission il progetto MuseoWebLab, che grazie al bando Principi attivi mapperà le piccole realtà museali salentine. Chiara Costantino di 34 Fuso, l'associazione promotrice, ci anticipa che «S'intende ripensare i musei, sia nel loro ruolo all'interno del territorio che nelle modalità gestionali. Anche attraverso l'utilizzo di strategie di comunicazione di tipo 2.0, non come mero strumento di marketing ma come processo sociale che crea relazioni e interazioni tra museo e visitatori». Intanto il professor Dall'Ara ci saluta amareggiato, poichè «nessuna realtà pugliese si è iscritta all'Associazione nazionale piccoli musei». Ad Assisi l'11 novembre si terrà il quarto convegno annuale dell'APM, potrebbe essere l'occasione giusta per riflettere anche sui piccoli musei di Puglia.