Non hanno usato mezzi termini l'altra sera al Festival Letteratura di Mantova Salvatore Settis, archeologo e direttore della Normale di Pisa, e Tomaso Montanari, storico dell'arte suo allievo e autore di diverse pubblicazioni. E nel presentare i loro due ultimi libri, «Azione popolare» (Settis) e «Le pietre e il popolo» (Montanari), non hanno risparmiato strali a Verona, commentando la messa in vendita di palazzi storici, proposta ora anche per il cinquecentesco Palazzo Bocca Trezza (ex istituto Nani). «Il timore- ha detto Settis- è che l'Italia venga svenduta a privati pezzo a pezzo, mentre il bene comune, che è il vero principio ordinatore della nostra Costituzione, che va difesa per intero, deve restare tale, altrimenti perdiamo il nostro passato. In alcuni casi si tradisce anche la volontà dei donatori». Montanari si è espresso duramente anche nei confronti della progettazione dell'anello autostradale delle Torricelle («nel nostro Paese, dove sono in costruzione 32 nuove autostrade, la superficie occupata da strade è il doppio rispetto alla media europea») e verso costosi investimenti come la mostra con cui è stata inaugurata la Basilica Palladiana (la stessa poi ospitata alla Gran Guardia la scorsa primavera), «operazioni culturali che usano il patrimonio pubblico per il profitto privato». Infine sul progetto che prevede la privatizzazione per 99 anni dell'ex Arsenale, con creazione di spazi commerciali, Settis ha detto: «È una scelta che offende la dignità di un edificio storico e che non dovrebbe essere permessa».