In cerca di relitti. Navi da guerra, mezzi corazzati e scafi blindati a prova di siluro. Il mare di Salerno ne ha ingoiati almeno sedici durante i combattimenti del settembre 1943 che portarono allo sbarco alleato lungo le coste da Paestum alla Costiera amalfitana. Quei fondali custodiscono le vestigia dell'Operazione Avalanche, tracciando una mappa sottomarina ancora provvisoria, punteggiata di lamiere, chiglie e cannoni. E tre carri armati. Uno, soprattutto, più speciale degli altri: una vera e propria arma segreta americana mai utilizzata nel Mediterraneo proprio perché naufragata in queste acque. Se ne parlerà oggi con Folco Quilici in un incontro nell'auditorium del Museo dello Sbarco di Salerno in via generale Clark 5. L'appuntamento, coordinato dal giornalista Eduardo Scotti, rientra nel programma di celebrazioni per il settantennale dell'Operazione Avalanche (iniziata il 9 settembre 1943), curato dall'associazione Parco della Memoria della Campania. Quilici introdurrà una proiezione di 12 minuti del documentario, "Lo sbarco dimenticato", realizzato nel 2001 dai registi Marcello Adamo (membro del Gruppo operativo subacqueo di Salerno) e Raffaele Brunetti, prodotto dal "National Geographic". Le immagini descrivono il tentativo della Marina militare Usa di recuperare a 24 metri di profondità al largo di Paestum il mezzo cingolato anfibio Sherman "DD" (acronimo per Duplex Drive, doppia guida), in grado di muoversi sia sulla terraferma che in acqua. Oggi ne sono rimasti solo tre in tutto il mondo. L'operazione della Us Navy non andò a buon fine, ma riuscì in quella successiva del museo storico di Piana delle Orme in provincia di Latina, che nel 2002 recuperò il carro. Qualcuno parlò di "scippo indegno" a Salerno. E c'è anche un giudice, Angelo Frattini, tra gli ospiti di oggi al Museo dello Sbarco, insieme con il questore di Napoli Luigi Merolla, che ha avviato una causa per restituire il carro alla città campana. Tra gli interventi successivi, parleranno lo storico Nicola Oddati, presidente dell'associazione Parco della Memoria e Carlo Leggieri, funzionario della soprintendenza, su un censimento dei beni archeologici sommersi lungo le coste salernitane. Un'ulteriore sezione sarà curata dagli ammiragli Giuliano Manzari e Franco Prosperini. Il primo parlerà dell'affondamento del sommergibile "Velella", avvenuto il 7 settembre 1943 per un siluro del sottomarino inglese "Shakespeare". Il secondo invece ricorderà una battaglia, ancora sconosciuta ai più, combattuta dai marinai della Resistenza contro i tedeschi a Capo d'Orso, in Costiera, per difendere un'importante postazione radio. (paolo de luca)