Al Lido e alla Biennale, venerdì l'arrivo del presidente. «Più risorse per salvare il patrimonio del Veneto» Le immagini sfilano una accanto all'altra. E come tutte le foto hanno il positivo e il negativo, il lato bello, chiaro, luminoso, e il lato oscuro. Il Veneto regione turistica ad altissimo tasso di patrimonio culturale guarda alla visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in arrivo domani e dopodomani alla Mostra del Cinema e alla Biennale d'Arte, con speranza. Un Capo di Stato che non salta una Biennale, appassionato di cinema (suo fratello è stato un importante documentarista), fa ben sperare quel mondo che di cultura vive o che di cultura si occupa tutti i giorni. È da queste persone che si leva un appello ideale al presidente, perché la cultura non debba essere sempre l'ultima voce nell'agenda della politica. Da un territorio che ha molte bellezze ma anche tanti problemi da risolvere: la tutela del territorio, le strutture della Mostra del cinema, i finanziamenti agli enti lirici e ai teatri, i musei, le biblioteche, le nuove Gallerie dell'Accademia. Il primo a rivolgersi al presidente è l'ex ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, presidente della commissione Cultura alla Camera e presidente della fondazione Canova di Possagno: «Credo che raramente mi sia capitato un compito così difficile - ha esordito - approfittare della presenza nel mio Veneto del presidente della Repubblica per rivolgergli un appello a favore della cultura. Difficile perché il rischio di dire le solite banalità è altissimo. Un rischio ancora più grosso perchè il presidente è un amante dell'arte e della cultura in tutte le sue espressioni, lo ha dimostrato anche in colloqui privati che ricordo con grande gioia. Cosa mi sento di dirgli? Qualcosa di eretico. L'Italia è un Paese non paragonabile a nessun altro nel pianeta. Banale? Sì, ma va ribadita, perchè ci differenzia e deve differenziare la mentalità con la quale rivolgersi a questo patrimonio. Non siamo la Francia dove tutto si ammassa in poche località. Abbiamo un numero di opere immensamente superiore ad altri Paesi. Questa è la nostra grande fortuna e anche il nostro grande problema. È troppo quello che c'è da recuperare, anche da noi, perché lo Stato ce la possa fare. Quindi si trovino tutti i modi, scevri da tutti i condizionamenti ideologici, da convinzioni ataviche per coinvolgere i privati, in tutte le forme, altrimenti non c'è speranza. Un'eresia? Sì, chiedo al Capo dello Stato di essere un po' eretico ». Galan non nomina nessuna istituzione o realtà culturale. Ma è indubbio che una delle eccellenze venete sia l'Arena di Verona. Francesco Girondini, sovrintendente della fondazione Arena ha un'idea esattamente opposta: «Fortunatamente il presidente è sempre stato molto sensibile alle tematiche culturali. La cultura è la nostra identità, è quello che ci rappresenta nel mondo. Ed è dimostrato che oltre a produrre benefici sulle persone la cultura ne produce sull'economia. Il nostro festival produce un indotto di 450 milioni di euro sul territorio. Intervenga lui perché la cultura sia sostenuta in maniera adeguata. Come è garante della stabilità politica, lo sia anche per la cultura. La sua presenza alla Biennale e alla Mostra del Cinema può essere d'esempio a tutti. Va bene tagliare i rami secchi ma la cultura non lo è, e soprattutto da noi». Chiede un intervento preciso lo scrittore veneziano Andrea Molesini: «Per Venezia, che è la realtà che conosco meglio, chiederei il sostegno per le attivitá di teatro, le universitá, ma soprattutto parlerei delle biblioteche, che sono i granai del nostro spirito. L'aggiornamento dei cataloghi, l'informatizzazione è fondamentale. E poi Venezia non va distrutta, deve puntare su un turismo più colto, più attento alla città: su tutte, il problema più grave è il passaggio delle grandi navi, la città meriterebbe un turismo più colto». Snocciola invece dati Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto e della Fondazione Campiello: «Cultura e industria culturale sono due filoni strategici per lo sviluppo del nostro Paese e della nostra Regione. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo dobbiamo riscoprire e valorizzare le nostre ricchezze: la cultura in senso stretto pesa il 5,4 del Pil nazionale, pari a 76 miliardi, e occupa 1 milione e 400mila persone. Per noi imprenditori, la cultura è uno tra i più importanti fattori di sviluppo e di crescita per il nostro Paese. Secondo i dati Eurostat, siamo ultimi in Europa per investimenti pubblici e privati in cultura: si tratta di una situazione cui è necessario porre rimedio. Se vogliamo ricominciare a crescere, dobbiamo farlo a partire dai nostri punti di forza. Non può esistere un progetto sul futuro dell'Italia senza che il mondo della cultura occupi un ruolo strategico». Infine l'appello a salvare i piccoli cinema e i piccoli teatri dall'attore Roberto Citran: «I piccoli teatri sono più o meno morti. E con loro i luoghi dove si può sperimentare. Invece questi luoghi dovrebbero tornare a essere punti di riferimento del pubblico».
VENEZIA-Napolitano, il ritorno a Venezia Appelli dalla cultura: pensaci tu
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano arriverà a Venezia per la Mostra del Cinema e la Biennale d'Arte. L'ex ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha rivolto un appello al presidente per la tutela del patrimonio culturale del Veneto. Galan ha sottolineato che l'Italia ha un numero di opere culturali immensamente superiore ad altri Paesi, ma che questo patrimonio è in pericolo di essere perso. Ha chiesto al presidente di essere un po' eretico e di ribadire la mentalità con la quale si rivolge a questo patrimonio.
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