Era questa la destinazione originaria del sito archeologico di epoca tardo-rebblicana ed imperiale che la Guardia di Finanza ha salvato dalla spoliazione, gia' in corso, da parte di un gruppo di Tomabaroli, nelle campagne di Lanuvio, in provincia di Roma. In sostanza la versione di allora dei negozi che si trovano ancora oggi nei pressi di tanti santuari religiosi. Alla scoperta si e' giunti a seguito degli accertamenti svolti nel corso di quattro distinte operazioni, dirette e coordinate dalle Procure della Repubblica di Roma e di Velletri, che, nei mesi scorsi, avevano portato al sequestro di oltre 500 opere ed alla denuncia di cinque persone, tutte italiane. "Il sito era totalmente sconosciuto ai Mappali della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e si trova sulla via sacra che conduceva al tempio di Giunone -spiega all'Adnkronos il Maggiore Massimo Rossi, comandante del Gruppo tutela patrimonio archeologico della Gdf, che ha guidato l'operazione sul campo- abbiamo trovato circa 24mila reperti, oltre a strutture architettoniche, in gran parte appunto ex voto". Manufatti con una curiosa caratteristica: "Si tratta soprattutto di ex voto incompleti che venivano rifiniti in un laboratorio sul posto per soddisfare le richieste degli acquirenti, come nel caso delle teste cui venivano date le fattezze del compratore", aggiunge Rossi. Come dire che, con l'involontaria complicita' dei tombaroli, e' stato riportato alla luce il corrispettivo di un moderno negozio di 'ricordini', dove e' possibile far imprimere la propria foto su magliette e altri supporti, anche se nel caso di Lanuvio si trattava di ex voto.
ROMA-Una bottega per la realizzazione e la vendita di ex voto da dedicare a Giunone Sospita, ovvero 'propizia'.
La Guardia di Finanza ha salvato un sito archeologico tardo-rebblicana ed imperiale dalle spoliazioni da parte di un gruppo di Tomabaroli nelle campagne di Lanuvio, in provincia di Roma. Il sito era sconosciuto ai Mappali della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Durante quattro operazioni, le Procure della Repubblica di Roma e di Velletri hanno sequestrato oltre 500 opere e denunciato cinque persone. Sono stati trovati circa 24mila reperti, strutture architettoniche e ex voto incompleti che venivano rifiniti in un laboratorio sul posto.
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