In uno scantinato sotto la chiesa di San Nicolò Regale. Comune e Sovrintendenza: «Lo sappiamo» Chiesa San Nicolo Regale e sotto, il sito mosaici romani Mazara. Versano sempre più in stato di abbandono e degrado i mosaici romani sottostanti la Chiesa di San Nicolò Regale che quest'anno festeggiano gli 80 anni dalla loro scoperta. I mosaici, fra i quali spicca la raffigurazione di un cervo saettante, appartenenti ad una "domus romana", risalente al III sec. d.C., sono da anni chiusi al pubblico. Sono chiusi in uno «scantinato» creato sotto la terrazza della struttura arabo-normanna di San Nicolò regale. La loro vista è occultata ai turisti anche dalla polvere accumulata sulla vetrata che circonda il perimetro della parte sottostante alla terrazza che si affaccia sul porto canale. Rimuovendo con un fazzolettino la polvere, è facile scorgere lo scempio: calcinacci crollati dal soffitto, abbastanza logorato dal salnitro, accumulati sul pavimento dei preziosi mosaici. In merito allo stato in cui si trova il sito l'assessore comunale alla Cultura, Danilo Di Maria dice. «Il sindaco ha dato mandato all'ingegnere capo Alberto Ditta, per la rimozione della centenaria piattaforma-terrazza, di proprietà comunale, davanti alla Chiesa di San Nicolò Regale. Con questa operazione i mosaici, ripuliti dai calcinacci, potranno essere ammirati alla luce del sole dai visitatori, inoltre sarà possibile far conoscere al pubblico anche quelli "celati" sotto la struttura della Chiesa, sono quelli più belli». La competenza sul sito ARCHEOLOGICo, per conto della Regione, è della Soprintendenza la cui responsabile, Paola Misuraca, si è detta a conoscenza del progetto dell'Amministrazione ma non della presenza di calcinacci sui mosaici: «I mosaici sono chiusi al pubblico da almeno sette anni. Comunque nei prossimi giorni -ha assicurato - predisporrò un sopralluogo per verificare e vedere come intervenire. Per il progetto del Comune, presentato già da tempo, aspetto di ricevere un ulteriore studio in quanto l'intervento risulta, oltre che dispendioso economicamente, anche complesso strutturalmente. Bisogna salvaguardare il sito nella sua interezza e mi riferisco anche alla chiesa soprastante. Anzi a proposito per quale motivo la chiesa, per la quale mi risulta che esiste una cogestione Comune-Diocesi, è chiusa al pubblico?». Infine la Misuraca ha spiegato perchè a distanza di più di sue mesi, le scritte vandaliche della parte retrostante dell'Arco Normanno, non sono state rimosse: «Ho interessato qualche mese fa della questione il responsabile ai beni monumentali, l'arch. Gaspare Bianco. Risulta difficile la rimozione della vernice sulla pietra». Francesco Mezzapelle 01092013