Dopo 6 anni di stop, grazie all'accordo tra Provincia e Fondazione CariPrato, tornano i tecnici della Soprintendenza e si spera nei fondi della Regione ARCHEOLOGIA»IL TESORO NASCOSTO Sorpresa, si torna scavare nella città etrusca di Gonfienti. Non succedeva da ben sei anni. Da mesi la Provincia annunciava la ripresa dei lavori nel sito etrusco: la tabella di marcia ne prevedeva l'inizio a primavera ma solo pochi giorni fa è apparso all'ingresso dell'insediamento archeologico il cartello dell'avvio del cantiere. Dunque, si accende una timida speranza per far rivivere il tesoro degli Etruschi, morti e sepolti sotto le macerie di una città invisibile dopo che, nel 2007, si bloccarono gli scavi finanziati da Interporto spa (proprietaria dell'area). Questa prima tranche di scavi, di cui si prevede la fine nel gennaio 2014, prevede un finanziamento di quasi 90mila euro su un budget di 200mila euro frutto di un accordo specifico tra Provincia e Fondazione Cassa di risparmio di Prato (febbraio 2012). Una goccia nel mare visto che, a voler rimettere mano per bene su Gonfienti, non basterebbero cifre a cinque zeri. Dunque, che cosa si può fare con 90mila euro per rendere giustizia alla memoria etrusca? «Questi lavori - fa sapere Gabriella Poggesi della Soprintendenza ai beni archeologici - servono a completare lo scavo dell'edificio etrusco del Lotto 14, con particolare attenzione per i profondi canali perimetrali all'edificio, realizzati per garantire la protezione degli ambienti della casa (l'antica Domus etrusca, srl) dalle acque di scorrimento. Non solo. Servono a completare il restauro delle strutture dell'edificio stesso, l'unico ad oggi visibile di tutto l'insediamento. Altri edifici, identificati e in parte scavati, sono stati messi in sicurezza e protetti». Il primo passo comunque, dopo l'allestimento del cantiere di questi giorni, sarà la ripulitura dell'area eliminando la vegetazione che nasconde i resti dell'antica civiltà. Intanto Gonfienti resta sempre un nervo scoperto per la politica pratese. Ormai da anni. Il sogno di un parco archeologico etrusco sulle rive del Bisenzio potrebbe risvegliarsi ma tutti sanno che i 200mila euro sul piatto della Soprintendenza sono troppo pochi per una nuova campagna di scavi. Finanziamento messo a disposizione,tiene a sottolineare Poggesi, «anche a seguito del determinante sostegno e del costante interessamento della Provincia di Prato, nelle persone del presidente Gestri e dell'ex assessore alla Cultura Nesi». Quei 200mila euro erano stati stanziati in bilancio dalla Provincia già nel 2010 ma non si potevano utilizzare perché il sito vincolato insiste su un'area privata (Interporto spa il cui azionista di maggioranza è il Comune). Nel 2012 la svolta: ad erogare quelle risorse avrebbe pensato la Fondazione, in un'ottica di "scambio" con la Provincia. Ovvero, i fondi stanziati inizialmente dalla Provincia per Gonfienti furono dirottati su altri beni culturali dove era già previsto un impegno della Fondazione. Ora si profila un'altra partita all'orizzonte, con l'impegno della Regione che nel bilancio di previsione 2013 ha inserito un pacchetto di risorse (500 mila euro) per Gonfienti. Ma la storia dei finanziamenti bloccati potrebbe ripetersi perché l'area archeologica continua a sorgere su un terreno di proprietà privata. «La Provincia ha mantenuto i suoi impegni sottolinea il presidente Lamberto Gestri Ora l'auspicio è che gli scavi possano continuare in virtù dei 500mila euro stanziati dalla Regione. Bisogna affrontare in modo organico e una volta per tutte la questione della proprietà dei terreni. Mi auguro che tra Interporto e Regione si possa trovare la formula giusta». Maria Lardara
PRATO Gonfienti, ricominciano gli scavi nella città etrusca
Dopo 6 anni di inattività, i lavori di scavo nella città etrusca di Gonfienti sono tornati a partire. La Provincia e la Fondazione CariPrato hanno raggiunto un accordo per finanziare gli scavi, che prevedono un budget di 200mila euro. La prima tranche di scavi, di cui si prevede la fine nel gennaio 2014, prevede un finanziamento di quasi 90mila euro. Gli scavi servono a completare lo scavo dell'edificio etrusco del Lotto 14 e a restaurare le strutture dell'edificio stesso. La Provincia ha mantenuto i suoi impegni e ha chiesto che l'area archeologica venga protetta e protetta.
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