La società proprietaria verserà al Comune 70 mila euro e realizzerà opere fognarie per altri 200 mila Raggiunto l'accordo Comune-proprietari per l'apertura dell'ex hotel Savoia dopo il colossale intervento edilizio che lo ha restituito ai fasti di un tempo, trasformandolo in albergo e struttura residenziale. La società verserà 70 mila euro e realizzerà opere fognarie per 200 mila euro. Il nuovo Savoia è pronto da anni, ma un braccio di ferro con Palazzo Bellevue aveva impedito alla società «Immobiliare Savoia» di mettere sul mercato le 150 sontuose unità abitative e le 64 fra camere e «suite» di lusso, situate nella parte posteriore dell'edificio, anche in questo caso ristrutturata e riportata ai fasti di un tempo. Ecco perchè l'assessore Antonio Fera, aveva deciso di affrontare il problema, mettendo faccia a faccia l'Amministrazione con i proprietari del Savoia. Dopo un anno di incontri e trattative, è stata trovata una intesa che, di fatto, ha sbloccato la pratica. Il lungo confronto è servito a chiarire la posizione e le richieste del Comune e quelle proprietari della struttura. Il caso si trascinava da anni. «Tutto si era arenato su un discorso di dare-avere relativo agli oneri di urbanizzazione, per una somma di 70 mila euro - dice Fera - Ora siamo riusciti ad ottenere il pagamento di questa cifra. Inoltre, la società si è impegnata a realizzare lavori per il rifacimento della condotta fognaria dall'albergo a corso Imperatrice, per un importo di 200 mila euro. Il Comune, da canto suo, contribuirà con interventi per un valore di 50 mila euro, per gli allacci delle fogne». Continua l'assessore: «Tra un paio di settimane potranno partire i lavori per la condotta fognaria. Quando saranno ultimati, probabilmente entro dicembre, sarà effettuato il collaudo e potrà scattare l'abitabilità dell'hotel, che i titolari aspettano da tanti anni per poterlo riaprire». Resta invece in sospeso il discorso della curva troppo stretta in via Nuvoloni, vicino alla struttura, che rende l'albergo «inaccessibile» ai pullman: «Sarà possibile intervenire dopo un esproprio», dice l'assessore. L'ex hotel Savoia, «Savoy e des Iles Britannique» ai tempi della Belle Époque, situato a breve distanza in linea d'aria dal Royal e dal casinò, per oltre vent'anni è stato l'emblema del degrado: mura scrostate, ruggine, erbacce dove prima sorgeva un parco rigoglioso. All'interno, pareti annerite a testimonianza di un incendio che aveva devastato l'ingresso e la grande scala, fino al tetto. Sembrava destinato a proseguire sulla strada inarrestabile del degrado e dell'abbandono. Invece, sul finire degli Anni 90, la società «Immobiliare Savoia» di Torino, lo ha ristrutturato, mantenendo inalterata la facciata in stile Liberty tutelata dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici e salvaguardando, anche se solo in parte, la destinazione alberghiera.